Corso Garibaldi, lavori chiusi a tempo record

Il Comune: in città i cantieri aperti sono 31 e la consegna avverrà nel rispetto dei tempi, solo quello di via Ozanam è in ritardo

Andrea Indini

Si avvicina settembre. E i cantieri milanesi si apprestano a chiudere. Ne restano aperti 31. Il grosso degli interventi è già stato fatto, si tratta soltanto di riattivare la viabilità stradale. Un imponente lavoro che è durato tre lunghi mesi e ha dato alla città un nuovo volto. Oltre a costruire nuovi parcheggi per oltre 60mila posti, saranno sistemate zone critiche in cui la situazione di scambi tranviari, condutture fognarie o reti elettriche era stata considerata tale da richiedere dei lavori.
«I titoli che leggo sui giornali sulla presenza dei cantieri stradali in città sono esagerati», spiega il vicesindaco Riccardo De Corato che ieri mattina ha convocato una conferenza stampa per «fare chiarezza sulla situazione reale». Restano aperti 31 cantieri. Tutti risultano in regola con i tempi previsti a giugno quando i lavori erano iniziati. Tra questi c’è un solo ritardo: la fine dei lavori per la realizzazione del parcheggio sotterraneo di via Ozanam è stata posticipata di circa un anno per problemi legati allo spostamento dei sottoservizi. Qui, però, il cantiere che non sarà rimosso prima del 2007 non è in mano al Comune, ma all’impresa vincitrice dell’appalto per la costruzione del parcheggio. Per tutti gli altri interventi i tempi vengono rispettati. Anzi.
«Nel tanto contestato cantiere di corso Garibaldi - prosegue il vicesindaco - siamo persino in anticipo rispetto al termine inizialmente stabilito per cui gli interventi termineranno nell’aprile 2006, anziché a luglio 2006».
I cantieri sono di diversa natura: per quelli di lungo periodo si tratta ovviamente di operazioni che possono durare anche un anno e mezzo, per cui non si può parlare di cantieri estivi. Rientrano, invece, tra questi ultimi tutti gli interventi che interessano il periodo compreso tra il 15 giugno e il 15 settembre, quando cioè, con la riapertura delle scuole, la vita dei cittadini tornerà a pieno regime. Questi lavori sono stati da sempre inseriti volutamente nella stagione estiva per arrecare meno disagio possibile ai milanesi. Tra questi vi sono i lavori richiesti dall’Atm per la sostituzione dei binari o la revisione degli scambi tranviari (come in via San Michele del Carso, piazza Missori o via Mazzini), gli interventi per potenziare la rete delle Ferrovie Nord (come in via Pier Della Francesca o via Cenisio) o per ricostruire il Cavalcavia Palmanova-Cascina Gobba. Vi sono poi cantieri che riguardano la pavimentazione stradale che di norma vengono realizzati nel giro di uno o due giorni e dei quali i milanesi non fanno nemmeno in tempo ad accorgersi. Per questi, infatti, la divisione traffico non dispone alcuna deviazione o restringimento di carreggiate.
Il programma dei cantieri estivi viene steso, ogni anno, entro il mese di marzo. Il Comune, in una riunione con i consiglieri delle 15 zone milanesi, organizza le richieste avanzate dalle varie aziende per evitare il collasso del traffico e accorpare più lavori in zone limitrofe. A questo punto il piano deve essere approvato in un primo momento dall’assessorato ai Trasporti, poi dal vicesindaco. «Non è che ci divertiamo a sostituire le traversine del tram o a rifare le strade - ironizza De Corato -: sono tutti interventi per la sicurezza dei cittadini. Però, se dall’anno prossimo i cittadini preferiscono che i cantieri siano aperti a Sant’Ambrogio o a Pasqua, ce lo facciano sapere...».