Corte Aura, eleganza da tartaruga

Scegliere la tartaruga come simbolo aziendale è qualcosa di più di una trovata. È quasi un manifesto ideologico: l'idea di lentezza, di saggezza, di longevità. Della prospettiva che trionfa sull'immediatezza. Federico Fossati ha scelto questo animale per la sua nuova azienda in Franciacorta, Corte Aura, per definire plasticamente l'idea di una cuvée che non ha fretta, che si evolve con il tempo, perché il futuro si costruisce passo dopo passo. E del resto anche il nome dell'azienda arriva da lontano, dalla cultura greca ed ha più significati etimologici. Aura è una ninfa, ma è anche la parola che designa un sottile campo di radiazione luminosa, invisibile alla normale percezione, che circonda e anima tutti gli esseri viventi. Quanto alla Corte, evoca la storia della Franciacorta, che nel Medio Evo era amministrata da monaci Benedettini e Cluniacensi che in cambio del lavoro prestato non pagavano le gabelle e i dazi. Poi, certo, c'è la terra magica della Franciacorta. Ci sono le vigne dislocate a macchia di leopardo in alcune delle zone più vocate dell'area. C'è il lavoro dell'uomo e del tempo. Ingredienti che fanno di Corte Aura un'azienda che presto dirà la sua in un terroir che certo già non manca di interpreti maestosi. Corte Aura produce cinque vini. Il Brut (etichetta verdina) è fatto di solo Chardonnay, così come il Satèn (etichetta bianca) e l'insolito Demi Sec (etichetta gialla). Il nostro ultimo assaggio si è concentrato sul Rosé e sul Pas Dosé. Il primo, da 70 per cento Pinot Nero e 30 Chardonnay (etichetta rosa), ha un naso molto femminile di piccoli frutti rossi e una bocca acida e personale. Si presta ad abbinamenti molto vari, ma noi lo suggeriamo con una pizza, magari gourmet. Il Pas Dosé (etichetta azzurra) rappresenta per la sua natura più integra la vera essenza della filosofia aziendale. Da 80 per cento Chardonnay e 20 Pinot Nero con 40 mesi di affinamento sui lieviti sul groppone, è un vino davvero elegante, con un naso ricco e tropicale e una bocca pastosa. Si presta ad abbinamenti importanti, ma si lascia bere a prescindere.