La Corte dei conti affonda in Borsa Snai e Lottomatica

I titoli delle due società cedono rispettivamente l’11 e il 4%. L’accusa: danni all’erario

da Milano

«Game over» in Borsa per Snai e Lottomatica, finite nel mirino della Corte dei conti del Lazio: i titoli delle due società hanno perso rispettivamente l’11,2% a 7,4 euro - dopo una sospensione per eccesso di ribasso - e il 4% a 29,1 euro (70mila titoli per 2 milioni di euro sono stati acquistati dallo stesso presidente, Lorenzo Pellicioli), in controtendenza rispetto a una giornata all’insegna del rialzo.
Una caduta libera innescata dalla gravità delle contestazioni mosse dalla Corte dei conti, che ipotizza un «danno erariale per inadempimenti di servizio», provocato da slot machine truccate: l’ammontare delle penali è di 4,8 miliardi di euro per Snai e di 4 miliardi per Lottomatica.
Cifre imponenti, ma che rappresenterebbero soltanto una piccola parte delle sanzioni complessive ipotizzate per tutte le concessionarie coinvolte - una decina - che ammonterebbero, secondo una fonte finanziaria, a 98 miliardi: oltre sei volte l’intero mercato delle videolotterie, che nel 2006 ha registrato una raccolta intorno ai 15 miliardi.
Immediate, e identiche, le reazioni delle società coinvolte, che nei rispettivi comunicati affermano, sulla base dei pareri legali, che le contestazioni della Corte dei conti sono infondate: «Le sanzioni contestate sono inapplicabili e conseguentemente gli importi richiesti non sono dovuti». Snai e Lottomatica sono certe di «aver pienamente adempiuto ai propri obblighi di concessionaria, primo tra tutti l’integrale pagamento del prelievo erariale unico e del canone di concessione» e si riservano «di far valere le proprie ragioni e di ottenere l’annullamento delle sanzioni contestate in ogni stato e grado di giudizio». Entrambe le società, inoltre, sottolineano «il merito di aver positivamente contribuito al miglioramento dell’affidabilità e delle performance della rete degli apparecchi da intrattenimento», e sono fermamente convinte «che le proprie ragioni saranno accolte». Per questi motivi, tanto la società guidata da Maurizio Ughi che Lottomatica ritengono che non vi saranno impatti negativi di rilevanza patrimoniale a seguito delle procedure aperte dalla Corte dei Conti, insieme con l’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato (Aams). Per quanto riguarda Lottomatica, fra l’altro, ad essere coinvolta è la controllata Lottomatica Videlot Rete, che controlla non più del 5% del mercato delle «new slot».
Ora, le due società, come le altre concessionarie coinvolte, presenteranno le proprie deduzioni nei termini richiesti dalla Corte: sarà poi l’Aams a prendere la decisione finale. La procedura riguarda infatti la concessione dell’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato del 2004 per la gestione di un network telematico per le giocate.