Corte dei Conti in allarme «C’è troppa corruzione»

RomaÈ necessario «potenziare e irrobustire i controlli» perché la corruzione è cambiata dagli anni di Tangentopoli, è più «individuale» e meno collegata «alle segreterie dei partiti», ma c’è e pone lo Stato italiano «agli ultimi posti» nelle classifiche mondiali sulla trasparenza amministrativa. La Corte dei Conti ieri ha rilanciato l’allarme in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. Una preoccupazione, ha spiegato il presidente della magistratura contabile, Tullio Lazzaro, che in questo momento è più grave perché «ci si trova in presenza di una curva discendente delle risorse complessive». Con la crisi economica, «i cittadini hanno il diritto insopprimibile», e ancora più necessario, «di conoscere fino in fondo l’uso che viene fatto delle risorse pubbliche». Dal 2004 la Corte ha recuperato 34 milioni di euro di danni accertati per le casse dello Stato.
La mala amministrazione nel 2008 ha portato i giudici contabili a atti di citazione in giudizio per un miliardo e 700mila euro di danni, con 561 sentenze di condanna. Nel caso della Clinica Santa Rita («degli orrori») di Milano, il danno per l’immagine della sanità pubblica ha imposto una richiesta di risarcimento pari al triplo di quanto era stato truffato (oltre 8 milioni di euro). È sempre più necessario da parte della pubblica amministrazione, scrive Lazzaro, perseguire «il migliore risultato possibile in termini di economicità e di efficacia». Anche per questo la Corte dei Conti ha appena siglato una convenzione con il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta per uno scambio dati e una «collaborazione contro la corruzione».
I controlli sono indispensabili anche per «accelerare i tempi degli iter amministrativi» ad esempio nelle opere pubbliche: questo può «avere effetti positivi sullo sviluppo dell’economia». I tagli nella pubblica amministrazione non siano però generalizzati, perché «possono generare rimbalzi negli anni successivi» con «conseguente formazione di debito sommerso».
Migliora la riscossione dei tributi da parte di Equitalia: 5,72 miliardi di euro di incassi, 6,3% in più rispetto allo scorso anno e +55% sul 2005.
Per quanto riguarda lo «sperpero di pubbliche risorse», è entrato nel dettaglio il procuratore generale Furio Pasqualucci, è la sanità il terreno più fertile: «doppie o fraudolenta fatturazione», «mancato completamento di strutture», «irregolare gestione di case di cura convenzionate».
Altro settore sotto la lente d’ingrandimento è la gestione dei rifiuti: in Campania sono scattate le prime condanne per 650mila euro, ma sono pendenti altri due giudizi per 45 milioni. Tra i casi più eclatanti, il danno erariale per 70 miliardi di euro chiesto nel Lazio a dieci concessionari del servizio di slot macchine collegate in rete. Gli atti di citazione in giudizio per tangenti negli appalti hanno superato gli 830 milioni di euro. Settantanove milioni sono stati contestati per le frodi comunitarie, 20 per consulenze esterne illecite. Il pg Pasqualucci ha definito «discutibili» le disposizioni del precedente governo che imponevano la pubblicazione dei compensi solo per i consulenti con una retribuzione superiore a quella del primo presidente della Corte di Cassazione.