Corte dei Conti alle Fs: "Tagliate i costi"

La magistratura contabile analizza i bilanci di Trenitalia: "Appaiono necessari interventi organici e con effetti durevoli". Tra il 2002 e il 2006 i costi ammontano a 1.760 milioni di euro, i ricavi fermi a 368 milioni. "Nonostante la spesa, il servizio peggiora"

Roma - La Corte dei Conti stronca le Ferrovie. Fs è un gruppo che non va bene, quindi "appaiono necessari interventi organici e con effetti durevoli". Lo rileva la Corte dei Conti che ha esaminato l’andamento dell’azienda relativo al biennio 2005-2006. Biennio che "ha segnato un momento di particolare criticità per il gruppo FS e per Ferrovie dello Stato S.p.A. A poco più di un quinquennio dalla ristrutturazione societaria e dalla scelta politica multisocietaria - rileva la magistratura contabile - il nuovo modello organizzativo, ormai completamente realizzato, non pare aver giovato, come era nelle aspettative, al superamento delle difficoltà e disfunzioni, già in precedenza, in parte, manifestatesi e che nel 2006 sono emerse in tutta la loro evidenza, sia sotto il profilo operativo sia sotto il profilo della sostenibilità finanziaria". A tale situazione si è pervenuti per il gruppo con un costante incremento dei costi della produzione (prima degli ammortamenti, svalutazioni, accantonamenti e altri oneri) che sono cresciuti di 482 milioni nel 2006, di 927,5 milioni nel 2005 e del notevole valore di 1.760 milioni di euro nel periodo 2002-2006. A questi non si è contrapposta una contestuale proporzionale crescita dei ricavi delle vendite e prestazioni (cresciuti di 94 milioni nel 2005, di 208 milioni nel 2006 e di 368 milioni di euro nel periodo 2002-2006).

Il servizio peggiora Tutto ciò, prosegue la Corte dei Conti, "senza che la dinamica incrementale della spesa sia servita a contenere un avvertibile peggioramento della qualità del servizio di trasporto (in termini di pulizia, puntualità e disponibilità del servizio in alcune zone del Paese) e senza che la riduzione, da parte dello Stato, degli apporti per il contratto di servizio (- 114 milioni di Euro nel 2006) e per il contratto di programma (- 387 milioni di Euro nel 2006) abbia alleggerito significativamente il peso annuo dell’intervento finanziario statale (che raggiunge i 4.829 milioni per il 2005 ed i 5.795 milioni di euro per il 2006). Ad avviso della Corte, l’esigenza che si pone in primo piano è quella di una "razionalizzazione" dei rapporti tra gruppo e Stato peruna proficua ed economica utilizzazione delle rilevanti risorse impiegate. "Serve una distinzione - avverte la Corte - tra iniziative di interesse pubblico e iniziative da portare avanti in una logica privatistica e di mercato".