La Corte dei conti boccia la gestione Illy

Fausto Biloslavo

da Trieste

I politici costano troppo, il debito della Regione è abnorme e la costituzione a raffiche di società rappresenta una duplicazione di spesa. Non solo al Sud le amministrazioni regionali vengono accusate di sprechi. La denuncia della Corte dei conti questa volta riguarda il Friuli-Venezia Giulia governato dalla giunta di centrosinistra di Riccardo Illy. L’accusa più fastidiosa e per certi aspetti trasversale ai partiti riguarda proprio i conti in tasca ai politici. Le indennità di assessori e consiglieri, le pensioni degli ex e le consulenze pesano ancora troppo. «Parliamo complessivamente di circa 200 milioni di euro» ha dichiarato Giovanni De Luca, il procuratore della Corte dei conti a Trieste. Il magistrato contabile ha lanciato verbalmente l’affondo durante la relazione annuale di fine luglio, davanti agli stessi politici accusati di incassare troppo. Quello del 2004 è il primo bilancio che ricade interamente sulla gestione Illy e la relazione della magistratura contabile punta il dito sull’aumento vertiginoso del debito regionale. In un solo anno c’è stato un aumento abnorme, pari al 30,4%, evidenziano i magistrati contabili. Non solo: Dal 2001 al 2004 l’indebitamento con oneri a carico della Regione è passato da 327,5 a 1128,8 milioni di euro. In pratica oltre un miliardo, una cifra vertiginosa, sulla quale il procuratore ha chiesto un accertamento alla sezione di controllo per verificare che l’indebitamento sia collegato solo a spese per investimenti.
La magistratura contabile ha riconosciuto che la spesa per il personale è scesa dell’1,2%, ma il costo complessivo per far girare la macchina regionale rimane decisamente oneroso: 423 milioni di euro, il 6,8% del totale. Una somma che supera gli stanziamenti complessivi per l’agricoltura, l’industria, la ricerca, l’artigianato, la cooperazione, il commercio, il turismo ed il terziario.
Un altro neo, secondo la Corte dei conti è la tendenza di costituire società a totale prevalenza di capitale pubblico (...), che quando va bene costituiscono solo duplicazioni di spesa. Il governatore Illy ha incassato le critiche promettendo la riduzione del debito nel 2006 ed il presidente del Consiglio regionale, Alessandro Tesini, ha difeso i guadagni dei politici parlando di una trentina di milioni di euro fra consiglieri in funzione ed ex. La cifra di 200 milioni denunciata dal procuratore, però, riguardava anche le indennità degli assessori e soprattutto le consulenze esterne, particolarmente onerose. Roberto Asquini, di Forza Italia, parla invece di scandalo: «La relazione è un vero e proprio grido d’allarme, evidenzia l’aumento esponenziale dell’indebitamento, punta l’indice sulle nuove società, non promuove affatto l’operato della giunta».