La Corte dei conti: il governo sblocchi i fondi per il Lazio

Il presidente: «E ora i soldi» Ma il ministro Sacconi lo gela: «Pensi a dare esecuzione a quanto emerso dai tavoli tecnici»

Ci mancava la Corte dei Conti. Che ieri ha reso ancora più profondo il baratro che ormai divide la Regione Lazio e il governo sul piano di rientro del debito sanitario laziale. I giudici contabili in una nota hanno definito «non più procrastinabile» l’erogazione dei 5 miliardi nell’ambito del piano di rientro, tre dei quali relativi alla compartecipazione al gettito tributario e poco più di due a titolo di contributo straordinario per il debito pregresso.
Una sollecitazione che fa cantare vittoria la giunta Marrazzo. «Mi auguro - dice il governatore - che si proceda immediatamente allo sblocco, senza esitazioni e spero che con questo passaggio si aiuti a ritrovare un clima di serenità nel confronto con il governo nazionale, nell’interesse di tutti». Dichiarazioni molto più concilianti di quelle rilasciate per tutta la giornata di ieri da esponenti vari del centrosinistra, che sono andate dalle richieste di scuse nei confronti dei cittadini del Lazio (il vicepresidente della Regione Esterino Montino) agli atteggiamenti da ufficiale giudiziario («ogni sofisma non fa altro che danneggiare i cittadini, anche quelli che li hanno votati», parole di Filiberto Zaratti, assessore all’Ambiente).
I conti della Corte dei Conti (e non è un gioco di parole) non convincono però il consigliere regionale dei Sr Donato Robilotta, secondo cui «c’è un errore. Dei 5 miliardi di euro, 3,2 sono fondi aggiuntivi dello Stato vincolati all’attuazione del piano di rientro, 1,7 sono soldi dovuti al trasferimento ma in questi c’è anche il 2008 che la Regione non ha incassato. Alla Regione spetta il 2007 che sarà erogato solo quando saranno erogati i consuntivi: sono circa 800 milioni di euro». Da parte sua il ministro del Welfare Maurizio Sacconi tappa la bocca a Marrazzo: «Il commissario di governo per la salute della Regione Lazio, Pietro Marrazzo, dovrebbe solo dare esecuzione a quanto emerso dai tavoli tecnici attraverso gli strumenti amministrativi che gli sono consentiti proprio in relazione alla sua funzione commissariale. In questo modo egli creerebbe le immediate condizioni per il trasferimento di quelle risorse che il Piano di rientro, il relativo Protocollo e la legge di sostegno, condizionano al rispetto del percorso di risanamento». Critico più con il metodo che in merito il capogruppo di An in Regione Antonio Cicchetti: «La Corte dei conti è un organo che può sanzionare comportamenti ma non può decidere ciò che la politica deve fare». Infine per il senatore del Pdl Andrea Augello il comunicato della Corte dei Conti «va letto con attenzione, perché purtroppo costituisce un’ennesima bocciatura per la Giunta regionale e per il Governo Prodi». Infatti la nota «nel testo si dice con chiarezza che sulle spese incidono eccessivamente il ricorso alle consulenze, alle spese per il personale e alle spese per le società esterne».
Di sicuro la notizia sembra aver fatto tornare a Marrazzo la voglia di dialogare con il governo, quella voglia che non aveva avuto negli ultimi giorni, almeno a giudicare dall’assenza al tavolo tecnico di lunedì. «Ho cercato Berlusconi e credo che ci sentiremo nelle prossime ore. È venuto il momento di lavorare insieme per smussare gli angoli e utilizzare quello strumento che ci fornisce la Corte dei Conti per poter dare il via ai trasferimenti», dice il governatore in serata a una radio.