La Corte dei conti a Prodi: subito interventi su pensioni e statali

La magistratuta contabile chiede interventi correttivi per evitare che la spesa
pubblica vada fuori controllo. L'innalzamento dell’età
pensionabile è "cruciale" e il superamento dello
scalone previsto dalla legge Maroni non deve compromettere i
risparmi previsti

Roma - Subito interventi correttivi sul fronte delle pensioni e del pubblico impiego per evitare che la spesa pubblica vada fuori controllo. A sollecitarli è la Corte dei Conti nella "Relazione sulla tipologia delle coperture adottate e sulle tecniche di quantificazione degli oneri relative alle leggi pubblicate nel quadrimestre settembre-dicembre 2006". Per la magistratura contabile rappresenta "una scelta non rinviabile e cruciale nel controllo della spesa, insieme con una attenta e severa rivisitazione delle esenzioni e delle agevolazioni fiscali, l'adozione di interventi correttivi in materia di pensioni e pubblico impiego (che, insieme, rappresentano oltre il 55% della spesa pubblica al netto degli interessi)".
Alzare l'età pensionabile L’obiettivo di un innalzamento dell’età pensionabile "resta cruciale" e un eventuale superamento dello scalone previsto dalla legge Maroni non deve compromettere i risparmi previsti. Occorre, inoltre, affrontare il previsto adeguamento dei coefficienti di trasformazione. Per la magistratura contabile "in tema di pensioni, in una fase segnata dall'esigenza di uno strutturale contenimento della spesa pubblica, al di là del già previsto adeguamento dei coefficienti di trasformazione, si pone la questione di un accorciamento del percorso di stabilizzazione da conseguire con una attenta valutazione dei possibili interventi correttivi". E, tra questi, la Corte "ha, da tempo, rilevato l'attenzione crescente che, anche in altri paesi, va assumendo l'innalzamento dell'età pensionistica. Un tale obiettivo resta cruciale".
Su questo fronte la Corte rimarca che "sarebbe preoccupante se norme volte a superare le rigidità poste dal cosiddetto scalone comportassero un arretramento in termini di risparmi di spesa rispetto agli stessi risultati prefigurati dalla legislazione vigente (legge Tremonti-Maroni) e non puntassero comunque, ad un innalzamento dell'età effettiva di uscita dal lavoro".