Corte dei Conti: "Sperpero nei rifiuti Tangenti e corruzione diffusa"

Il presidente Lazzaro accusa il paese di vivere un &quot;momento di incertezza&quot; ma di non fare nulla per cambiare: &quot;L'immobilismo produrrà danni incalcolabili&quot;. Il pg Pasqualucci denuncia la &quot;corruzione diffusa nella pubblica amministrazione e nella sanità&quot;<br />

Roma - I conti pubblici nel 2007 hanno registrato significativi miglioramenti, ma restano numerose le fonti di sperpero tra le quali la gestione dei rifiuti. Rimane fuori controllo la dinamica degli stipendi pubblici. Alla cerimonia d'inaugurazione del nuovo anno giudiziario la Corte dei Conti tratteggia i caratteri di un'Italia malata e malconcia. Colpa dei "tagli agli investimenti" che "frenano lo sviluppo". Ma non solo. il presidente della Corte dei Conti, Tullio Lazzaro, accusa il paese di "vivere un momento di diffuso malessere incertezza". E' il risultato del "non agire", un trend protratto per molti anni e che sta generando "danni incalcolabili".

Sperpero di risorse "Particolarmente apprezzabile appare il miglioramento dell’avanzo primario, condizione essenziale per rafforzare il processo di riduzione del debito pubblico". Sebbene i primi risultati di cassa del solo Stato appaiono "in netto miglioramento", Lazzaro mette in luce "sacche di inefficienza" che hanno raggiunto "livelli tali da suggerire la necessità di attribuire alla Corte dei Conti di poter disporre l’immediato blocco delle risorse che si stanno sperperando, rimettendo al ministero dell’Economia e delle finanze ogni successiva decisione in ordine all’eventuale prosecuzione dell’attività sospesa". Fra i principali esempi di cattiva gestione delle risorse Lazzaro cita i maggiori costi e l’inappropriatezza della gestione straordinaria dell’emergenza rifiuti, la mancata liquidazione degli enti inutili e la scarsa trasparenza delle operazioni di cartolarizzazione.

Il malcostume del "non agire" Sotto gli occhi di tutti l’esempio di come il non agire. Secondo il presidente della magistratura contabile l'immobilismo italiano, protratto per anni, sta provocando "danni di tale entità per i quali nessun giudice, probabilmente riuscirà mai a pervenire a una quantificazione e tanto meno a ottenere il risarcimento". Con l’ulteriore beffa che alla collettività dovrà inevitabilmente essere accollato l’ingente onere finanziario necessario per porvi rimedio anche quindi a chi ha patito il danno e non purtroppo solo a chi ha provocato solo danni come vorrebbe invece una concezione astratta di giustizia retributiva.

La pubblica amministrazione Un altro esempio negativo è quello della formazione di debito implicito e di altre gravi distorsioni legate alla creazione di società pubbliche, soprattutto locali. Ma non solo. "Tali società sono costituite allo scopo non già di accrescere l’efficienza gestionale, ma solo di eludere i vincoli del patto di stabilità interno o di fare nuove assunzioni senza concorsi". All’interno della pubblica amministrazione, la Corte dei Conti nota come la dinamica delle retribuzioni superi sistematicamente gli obiettivi programmatici di volta in volta prefissati. A questo risultato negativo concorrono i ritardi nei rinnovi, il dilagare dei contratti a termine, l’aumento di posizioni dirigenziali nelle riorganizzazioni di amministrazioni locali e centrali. "Assistiamo per tanti aspetti al crescere confuso di strutture, di modelli amministrativi, di sovrapposizione di competenze tra amministrazioni centrali ed enti locali, disarmonicità, conflitti irrisolti", osserva Lazzaro ricordando il "compito prioritario e urgente della classe dirigente del Paese" di fare un bilancio ed eventualmente riconsiderare, scelte recenti e meno recenti, "con il preciso scopo di ridare sistematicità all’insieme degli organismi amministrativi a tutti i livelli, nell’interesse finale della comunità nazionale".

Corruzione e tangenti Il procuratore generale della magistratura contabile, Furio Pasqualucci, tratteggia "un quadro di corruzione ampliamente diffusa": "profili di patologie" sono evidenti "nel settore dei lavori pubblici e delle pubbliche forniture, nonché nella materia sanitaria". In particolare, risultano in aumento le condanne per danni materiali e per danni all’immagine della pubblica amministrazione pronunciate dalla Corte dei Conti in seguito al pagamento di tangenti (per concussione o corruzione) durante la stipula di contratti. L’illecito pagamento di prezzi superiori al dovuto viene realizzato anche attraverso "fittizie sovrafatturazioni di lavori pubblici, false attestazioni sull’accelerazione dei lavori con con conseguente erogazione di premi non dovuti e fatturazione di opere in tutto o in parte ineseguite". A questi danni, se ne aggiungono altri causati "dal disinteresse, dall’inerzia e da comportamenti omissivi" da parte di chi, invece, è preposto alle procedure di appalto di opere o all’acquisizione di servizi e forniture che si sono tramutati in altrettanti atti di citazione in giudizio.