Corte nata nel 2003 per volontà degli Usa

Bagdad. Istituito il 10 dicembre 2003 dall'ex amministratore statunitense Paul Bremer e dal governo provvisorio iracheno voluto dalle autorità americane, il Tribunale speciale (Tsi) da cui dipendono le due corti che stanno processando l'ex presidente Saddam Hussein e alcuni suoi collaboratori è ora ufficialmente sotto l'autorità di un governo democraticamente eletto. Ne fanno parte solo giudici iracheni, non assistiti da una giuria. Il primo processo, cominciato il 19 ottobre 2005, si è concluso il 5 novembre con la condanna a morte dell'ex rais, condanna che ieri è stata confermata dalla Corte di appello. Saddam e i suoi collaboratori erano imputati per la strage di 148 sciiti nel villaggio di Dujail, a nord di Bagdad, dopo un tentativo di attentato contro Saddam, nel luglio 1982. Il secondo processo, cominciato il 21 agosto, vede l’ex rais imputato di genocidio per la campagna di Anfal, condotta fra il 1986 e il 1989, durante la quale decine di migliaia di curdi vennero deportati o sterminati.