La Corte presenta il conto alla Moratti: 78mila euro

E alla fine la tegola è arrivata. A pochi giorni dalla decisione del gip di Milano Paolo Ielo, che ha respinto la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura e ha ordinato nuove indagini sui cosiddetti «incarichi d’oro» di Palazzo Marino, la stangata la tira la magistratura contabile. La Corte dei conti, infatti, ha condannato il Comune a pagare più di 260mila euro per danni legati agli «illegittimi conferimenti di incarichi dirigenziali», per il contratto fatto firmare a Carmela Madaffari (allontanata dalla Asl di Locri e finita alla direzione centrale Famiglia, scuola e politiche sociali, a 217mila euro l’anno), e per il doppio incarico rivestito da Giampiero Borghini e Alberto Bonetti Baroggi, direttore generale di Palazzo Marino e capo di gabinetto mentre erano già consiglieri regionali. Certo, molto meno degli 11 milioni di euro contestati inizialmente, ma - è il conto fatto dai giudici - il danno viene ridotto considerando «l’utilità comunque conseguita dal Comune». Insomma, sostiene la Corte, è vero che i contratti si sono moltiplicati come è vero che in troppi casi sono stati affidati incarichi senza che i candidati avessero le necessarie competenze, ma chi è entrato negli uffici di Palazzo Marino grazie a uno spoil system che i magistrati considerano censurabile ha comunque svolto il proprio lavoro.
Così, arriva il conto. Il sindaco Moratti dovrà pagare 57mila euro per gli incarichi dirigenziali ritenuti illegittimi, più altri 21mila per l’ingresso della Madaffari nelle stanze dell’Amministrazione. Va peggio a Borghini, che in totale dovrà risarcire quasi 100mila euro. Il resto, gli «spiccioli», li dovranno versare tutti gli assessori che votarono le delibere con cui la giunta moltiplicò i contratti di Palazzo Marino.