La Corte rifarà i conti dei 50 posteggi in più

da Santa Margherita Ligure

Un esposto alla Corte dei Conti per non chiudere una faccenda masticata male e digerita peggio. La variante dei 50 box «in più» realizzati da Coopsette in via Favale a Santa Margherita Ligure. Il consiglio comunale ne approva l'adeguamento finanziario il 29 novembre scorso, mentre la minoranza del Gruppo Borgo di Mare esce dall'aula per protesta. Le risposte e i chiarimenti di sindaco e maggioranza non soddisfano. Tant'è che proprio sulla variazione del piano economico finanziario dell'autosilos i consiglieri di Borgo di Mare propongono una «richiesta formale di controllo alla Corte dei Conti regionale relativa alla delibera del 29, ritenendola potenzialmente lesiva del bilancio comunale». Chiedono alla Corte di verificarne la «congrua contabilità in riferimento alla sproporzione tra i costi originariamente previsti per l'opera pubblica e quelli relativi alla variante». Il progetto degli inizi, centoquindici box e 265 parcheggi a rotazione, viaggiava sui 6 milioni di euro, mentre «la cifra da sostenersi da parte del Comune per la realizzazione della sola variante in corso d'opera relativa ai 50 box in più s'aggira sui 2 milioni e centomila euro». Possibile? Già in consiglio la minoranza aveva incalzato il sindaco Claudio Marsano, che ribadendo l'assoluta regolarità dell'iter, aveva fatto intervenire eccezionalmente il responsabile del procedimento per diluire i dissensi. Servito a niente. Borgo di Mare sottoscrive l'esposto. I punti oscuri riguarderebbero il profilo economico finanziario e quello procedurale: «In Consiglio non sono state fornite giustificazioni concrete sul costo della variante che incide per oltre il 30 per cento sul costo originario dell'opera» insiste Emanuele Cozzio, consigliere Borgo di Mare. Mica finita. «Risulta insolito che nell'elenco dei nuovi prezzi della variante siano state inseriti una pluralità di voci che nulla hanno a che vedere con i 50 box e che vanno ad incidere per 200.000 euro». Quanto all'iter procedurale, «non è stato chiarito quale sarebbe il riferimento normativo per legittimare la variante relativa ai 50 box, che, effettivamente, sono stati realizzati nella primavera del 2005 e autorizzati con delibera di giunta solo nel luglio 2006». Le carte finiscono alla Corte dei Conti. «La vicenda sulla variante, approdata in consiglio solo lo scorso novembre - insiste Cozzio - è stata condotta per oltre due anni dall'attuale amministrazione su canali estranei agli organi istituzionali e senza alcuna delibera ufficiale, come se fosse una trattativa tra privati».