Cortei, Buenos Aires diventa zona rossa

Sulla inaugurazione della sede di Forza Nuova è giallo. Annunciato anche un presidio antifascista. I commercianti: "Oggi ci aspettiamo 250mila persone per lo shopping. Ma temiamo una guerriglia"

Ultimo sabato di shopping in città prima di Natale. In corso Buenos Aires sono attese 250mila persone. La tensione è alle stelle: il timore è che possa scoppiare la guerriglia urbana e che si replichi lo stesso scenario di quattro anni fa. Anche se ieri in serata Forza Nuova ha annunciato che farà marcia indietro e che non andrà a inaugurare lo spazio assegnato dal Comune tramite bando al civico 19/20, è difficile pensare che la giornata possa scorrere tranquilla. «Abbiamo responsabilmente deciso di fare un passo indietro - dichiarava il portavoce milanese Marco Mantovani - dopo lunghi colloqui con i rappresentanti delle istituzioni e dei commercianti di corso Buenos Aires per evitare a Milano di vivere una giornata di terrore come quella di martedì a Roma».
Ieri pomeriggio i militanti del partito di estrema destra avevano deciso di brindare all’inaugurazione simbolica dello spazio all’interno dei locali, un seminterrato, senza uscire in strada. Un compromesso a metà strada tra la rivendicazione di un proprio diritto legittimo - inaugurare uno spazio che spetta loro - e non prestare il fianco a provocazioni e scontri. Anche perché Cgil, Anpi, movimenti di sinistra e studenti, sembravano non avere alcuna intenzione di rinunciare alla contro-manifestazione, o meglio al presidio convocato in porta Venezia per le 14,30.
Il questore ha annunciato per la mattina lo sgombero dello spazio con la forza, con l’obiettivo di togliere il pretesto alla manifestazione antifascista, che al momento rimane confermata. «I locali di corso Buenos Aires - dichiaravano in un fax destinato alla Questura - restano nella disponibilità di Forza Nuova fino alla mezzanotte di sabato e l’iniziativa prevista si svolge in una struttura privata». In serata però i militanti annunciano di aver cambiato idea: «Non ci presenteremo».
La tensione è alle stelle. I commercianti sono terrorizzati che un sabato di shopping si possa trasformare in una giornata di scontri. «Abbiamo incontrato nel pomeriggio i rappresentanti di Forza Nuova - spiega Paolo Uguccioni, segretario di Baires Futura - e ci hanno garantito che non usciranno dalla loro sede: chiediamo ancora una volta a sindacati e gruppo di sinistra di non manifestare, non si tratterebbe più di un gesto politico ma criminale». Il sindaco ha assicurato di essere in contatto con le autorità di pubblica sicurezza per evitare possibili tensioni: «Continueremo a lavorare con la prefettura e le forze dell’ordine - ha assicurato Letizia Moratti - per evitare tensioni». «Il presidio che alcune sigle della sinistra e ultrasinistra meneghine intendono convocare in corso Buenos Aires assume il contorno di una sfida pericolosa al senso civico e all’ordine pubblico» il commento di Stefano Maullu, assessore regionale lombardo al Commercio.
Intanto i tecnici del Comune, che nei giorni scorsi hanno incontrato gli esponenti di Forza Nuova, stanno cercando una sede alternativa tra le proprietà di Comune e Aler. «Noi siamo disponibili - spiega Duilio Canu, dirigente lombardo -. Ma faremo comunque ricorso al Tar».