Cortei, ecco le nuove regole attese da anni

ALEMANNO «Adesso servirà il giusto rigore per garantire i diritti di tutti senza eccezioni»

Stop a corteo selvaggio. Arrivano le regole. Le manifestazioni in centro storico, con striscioni, campanacci, trombette e quant’altro di uso in queste occasioni, da oggi sono possibili solo su sei percorsi: piazza della Repubblica-via Cavour-largo Brancaccio-San Giovanni; piazzale dei Partigiani-viale Aventino-San Giovanni; piazza Bocca della Verità-Teatro Marcello-corso Vittorio-piazza Navona; piazza Bocca della Verità-Circo Massimo-via di San Gregorio; piazzale dei Partigiani-Piramide Cestia-viale Aventino-via di San Gregorio; piazza della Repubblica-piazza del Popolo (l’itinerario esatto qui sarà deciso di volta in volta).
Altrettante le piazze per i sit-in: piazza Bocca della Verità, piazzetta San Marco (adiacente piazza Venezia), piazza Santi Apostoli, piazza Barberini, Circo Massimo, piazza Farnese. Nel caso di piazza Santi Apostoli e di piazza Barberini, il sit-in non dovrà creare «limitazione o intralcio al traffico veicolare». Il freno all’assedio quotidiano - in media tre manifestazioni ogni giorno, con paralisi del traffico a macchia d’olio - arriva dal sindaco Gianni Alemanno e dal prefetto Giuseppe Pecoraro, che hanno firmato ieri il protocollo d’intesa che disciplina le manifestazioni e i cortei.
A siglare il documento anche Cgil, Cisl, Uil, Ugl (nazionale e regionale) e le maggiori forze politiche: Pdl, Pd, Rc, Idv, Udc, Destra, Verdi. Assenti Cobas e autonomi. «Chi ha firmato - dice Alemanno - rappresenta il 95% dei sindacati e dei partiti. Anche chi non c’è si dovrà adeguare a queste norme». «È un protocollo che non risponde a problemi di ordine pubblico, ma a esigenze costituzionali: il diritto a manifestare e quello alla mobilità e libera circolazione» aggiunge il Prefetto. Restano fuori dall’intesa le grandi manifestazioni: sciopero generale confederale nazionale e regionale, sciopero generale delle categorie, 1° maggio, 25 aprile, manifestazioni politiche o sindacali nazionali. Il provvedimento è sperimentale, avrà la durata di sei mesi. Non si applica per le manifestazioni locali nelle aree periferiche della città. Nessuno potrà richiede il medesimo percorso più di una volta al mese. «Il Comune - specifica il protocollo - s’impegna a mettere a disposizione a titolo gratuito un circuito dedicato all’esposizione di messaggi di natura politico-sindacale, lungo i percorsi, e a snellire le procedure di rilascio dell’autorizzazione all’occupazione di suolo pubblico».
Trovato l’accordo sulle regole, ora si tratta di farle rispettare. Il compito, va detto chiaramente, tocca soprattutto al prefetto. Palazzo Valentini dovrà rimboccarsi le maniche. «L’impegno - assicura Alemanno - è di essere tutti estremamente rigidi nell’applicazione, evitando di concedere deroghe ed essere indulgenti. Bisogna che le regole valgano per tutti». «La Uil, con Cgil e Cisl - rileva però il segretario generale della Uil di Roma e Lazio, Luigi Scardaone - oggi non hanno avuto difficoltà a sottoscrivere le nuove regole. Il problema riguarda i soggetti extraconfederali, nonché tutta quella pletora di associazioni, movimenti, circoli, oltre alle disparate rappresentanze di arti e mestieri, che per un problema di visibilità scelgono Roma come palcoscenico. Di tutte le manifestazioni che si sono svolte nel 2008 in città, solo il 25% sono state indette dai sindacati confederali».
Per domani, intanto, manco a farlo apposta, è già annunciata una manifestazione dei Cobas. È indetta sotto il ministero del Lavoro in via Veneto, alle ore 14, per protestare «contro le regole liberticide, in materia di diritto di sciopero, varate dal Consiglio dei Ministri il 27 febbraio». Si ignora quanti saranno i partecipanti. Ma nessun dubbio che via Veneto per un’ora resterà paralizzata.