Cortei, ingorghi, pioggia: il centro storico nel caos

Per spostarsi a Roma in tempi ragionevoli non rimane che l’elicottero. Perché con qualsiasi altro mezzo, sia esso un autobus, un tram, una macchina, una bicicletta o più banalmente un paio di gambe pazienti e allenate, non si va lontano. Anzi, si rimane regolarmente imbottigliati in un maxi-ingorgo o fagocitati dalla solita folla dei manifestanti di turno. La giornata di ieri non ha fatto eccezione e, con la complicità della pioggia, è stata il terreno ideale per confermare questa sciagurata teoria: mentre il centro era inaccessibile per il corteo dei dipendenti pubblici contro la Finanziaria, a immobilizzare l’intero quadrante nord della città ci ha pensato un incidente avvenuto sulla Flaminia, che ha comportato prima la chiusura di un sottopasso e poi dello svincolo del Raccordo che conduce alla consolare.
I disagi sono iniziati prestissimo, con l’arrivo da tutta Italia dei settecento pullman e dei circa sessanta treni con a bordo gli statali, che hanno intasato le stazioni e le principali vie d’accesso alla capitale. Poca cosa comunque rispetto al quadro delineatosi intorno alle nove, via via che piazza della Repubblica cominciava a riempirsi. Alla fine sono stati in centomila a sfilare lungo viale Luigi Einaudi, piazza dei Cinquecento, via Cavour, via Merulana e viale Manzoni, fino a piazza San Giovanni, dove alle 12 è stata chiusa la fermata della linea A della metropolitana. Il lungo serpentone, vestito dei colori della Triplice, ha costretto l’Atac a deviare 35 linee tra autobus e tram, creando parecchie ripercussioni sull’intera rete. È più opportuno invece parlare di vera e propria paralisi per le zone interessate dal passaggio del corteo, con automobilisti furiosi bloccati per ore e pedoni costretti a fare lo slalom tra striscioni e bandiere. Il tutto fino alle due, quando la circolazione è lentamente tornata alla normalità.
E non è andata meglio sul Gra, dove ben oltre l’ora di pranzo si sono registrate code vicine ai sette chilometri. A originare i disagi, secondo quanto riferisce l’Anas, sarebbe stato un incidente avvenuto nella notte nel sottopasso Euclide della Flaminia. Uno dei mezzi intervenuti per prestare soccorso sarebbe andato a fuoco, costringendo i vigili a chiudere il tratto per domare l’incendio e rimuovere le tracce di diverse sostanze oleose sparse sull’asfalto. Poco dopo la polizia stradale ha disposto l’inagibilità dello svincolo sei del Raccordo in entrambe le direzioni, complicando ulteriormente la vita ai tanti automobilisti in transito.
Archiviato l’ennesimo venerdì nero, il secondo consecutivo dopo il raduno al Circo Massimo dei taxi della settimana scorsa combinato con la protesta degli studenti, anche oggi c’è poco da stare allegri: partirà infatti alle 14 da piazza della Bocca della Verità il corteo dei dipendenti della scuola, che si snoderà fino a piazza Navona. E domani spazio alla domenica ecologica, con il centro chiuso ad auto e moto e diverse zone pedonali istituite nei principali municipi. Qualcuno pensa ancora che quella dell’elicottero sia solo una provocazione?