La Cortellesi si fa in otto per stupire e sedurre

All’Ambra Jovinelli torna il pluripremiato monologo «Gli ultimi saranno ultimi» con l’attrice romana

Valeria Arnaldi

Un’operaia, una dirigente, una donna delle pulizie, una poliziotta, un custode, un trans: sei ruoli per un’attrice, Paola Cortellesi, che, da questa sera al 5 novembre, porta in scena all’Ambra Jovinelli Gli ultimi saranno ultimi di Massimiliano Bruno, per la regia di Giampiero Solari e Furio Andreotti. Protagonista è una giovane incinta, il cui contratto a termine non viene rinnovato: disperata per la perdita del lavoro, la donna prende una pistola e minaccia la responsabile dei tagli. La sua storia si intreccia con quelle di altri «ultimi», tra i quali la stessa «capa», costretta a ridurre l’organico per non perdere il posto. Già inserita nel cartellone del teatro la scorsa stagione, la pièce ha ottenuto grande successo di pubblico - «Siamo stati costretti a mandare a casa molti che volevano vederla: un’eccezione nel panorama teatrale», dice Serena Dandini, direttore artistico dell’Ambra Jovinelli - e ha ricevuto numerosi premi: quello della Critica al teatro Argentina, il Premio Anima per autore e interprete, il premio Eti-Gli Olimpici del Teatro per «migliore interprete di monologo». E sì, perché è Paola Cortellesi da sola a dare vita a tutti i personaggi, senza cambi di costume o pause, ma con variazioni di voce e postura. Proprio la difficoltà dell’impresa ha conquistato l’attrice: «Ho visto Massimiliano Bruno interpretare otto ruoli. La formula teatrale e il suo stile tragicomico mi hanno colpita. Dopo alcuni mesi, abbiamo elaborato l’idea ed è iniziato il lavoro che, malgrado sia un monologo, è stato corale. Nel testo ci sono esperienze di amici, conoscenti, vicende lette sui giornali, insomma, la quotidianità». Una storia tragica, raccontata con toni leggeri e ironici, «per essere fedele alla realtà - prosegue - e alle sue sfumature, e per dimostrare ai giovani, che spesso considerano il teatro noioso, che è un mezzo capace di dare forti emozioni».
l pubblico Paola Cortellesi lo ha voluto, in un certo senso, «educare», evitando di portare in scena i personaggi televisivi che l’hanno resa celebre, per raccontare storie e problematiche contemporanee. «Faccio cinema, teatro, televisione, radio - dice - per ogni mezzo scelgo un diverso linguaggio. È difficile districarsi tra più aspetti dello stesso mestiere. Se la gente non ti inquadra, ogni volta devi ricominciare da capo. Ma questo è fare l’attore». Alla ricerca di nuove prove, la Cortellesi è approdata alla fiction tv. Sarà Maria Montessori nel film omonimo, presto in onda su Mediaset. «Per ora penso solo alla tournée, non ci sono novità in vista», assicura. I progetti, però, sembrano non mancare. «Stiamo valutando la possibile riduzione cinematografica della pièce» dice Massimiliano Bruno. «Paola e io vorremmo tornare a fare televisione insieme», accenna Serena Dandini. «Mi piacerebbe recitare in un musical - si lascia sfuggire la Cortellesi -. Canto spesso prima di andare in scena. Se capitasse una bella occasione, perché no».