Al corteo del 26 salirà sul palco solo la Moratti

(...) Che, come ha deciso ieri il comitato organizzatore, sarà l’unica a parlare dal palco. «Non vogliamo i partiti, vogliamo che ci parli il nostro sindaco», spiega Giorgio Montingelli, rappresentante dell’Unione del commercio, una delle associazioni promotrici. La Moratti ringrazia. «Sono onorata - sorride -. La vostra determinazione, la vostra forza e il vostro coraggio sono stati fondamentali nella trattativa con il Viminale. Al tavolo con il ministro Giuliano Amato pensavo a tutti voi, alle vostre esigenze di sicurezza, legalità e vivibilità». Ancora da decidere se in corteo indosserà la fascia tricolore da sindaco («Non posso decidere da sola, lo farò con la giunta»).
Con fascia, invece, arriveranno il primo cittadino di Trieste, quello di Como e alcuni dall’hinterland. Da Torino, invece, partiranno pullman di associazioni di quartieri assediati dalla criminalità. «La città è tutta con lei - ripete Montingelli alla Moratti -. Dobbiamo tenere alta la pressione, dimostrando che c’è una forza tranquilla e determinata che appoggia le sue richieste». La manifestazione alternativa convocata dai Comitati cittadini e dalla Rete?. «Non escludiamo - spiazza tutti - di partire da via Palestro con un cordone umano che raggiunga l’altro». Parole che riattizzano la polemica. «Trovo sinceramente stucchevole - lo punzecchia il capogruppo di An Carlo Fidanza -, l’ennesima sottolineatura demagogica anti-partiti fatta da uno degli organizzatori, così come assolutamente non comprendo il senso della catena umana». Ma questo non impedirà ad An di allestire, durante il fine settimana, sette punti informativi (piazza Cordusio, piazza Argentina, piazzale Baracca, via De Amicis angolo corso Genova, piazza Oberdan, piazza San Babila e largo La Foppa) per dare notizie sul corteo. «Il nostro obiettivo - ricorda il presidente della Federazione milanese Umberto Maerna - è sensibilizzare i milanesi a partecipare a un’iniziativa che vuole denunciare le inadempienze del governo Prodi, come il mancato rafforzamento di strutture di polizia che favoriscano la sicurezza dei cittadini e dei commercianti e la rinuncia alla lotta contro l’immigrazione clandestina e la diffusione di droga».
«Basta violenza, degrado, prostituzione, spaccio, rapine nei negozi e nelle botteghe. Chiediamo pene certe e condanne più severe, soprattutto per chi fa violenza a donne e bambini», ricorda Marco Accornero di Unione artigiani. «Andando dal sindaco - gli fa eco Oreste Baioni del Cna -, abbiamo voluto ribadire che, come lei, pensiamo che sicurezza significhi sia presidio dell’ordine pubblico sia accompagnamento sociale e che le due strade debbano correre parallele». Critico, invece, il centrosinistra che si prepara a infoltire la contro-manifestazione. E che, con il segretario cittadino dei Ds Pierfrancesco Majorino, parla di «disagi che la giunta Moratti continua a scaricare su altri, mentre il centrodestra che governa Milano da 15 anni non illumina le strade occupate dalla prostituzione anche minorile, come nel caso del Cimitero Maggiore, non ha mosso un dito per impedire la chiusura dei negozi in piazzetta Capuana a Quarto Oggiaro, non contrasta l’illegalità nel quartiere Sarpi-Canonica».