Il corteo anti Tav finisce contro la sinistra

Trentamila in piazza con una parola d’ordine: «La Torino-Lione non si farà»

Stefano Filippi

nostro inviato a Torino

La protesta della Val Susa scende in pianura tra le folate di vento gelido che al parco della Pellerina fanno alzare foglie e bandiere no-Tav. Sale sul palco l'attore Marco Paolini, che invita i valligiani «a non fare troppo i sabaudi, dicendo no e basta non si fa strada».
Prende il microfono un Dario Fo dimesso, che si becca anche l'unico guizzo politicamente scorretto della manifestazione: le urla «buffone, buffone» di un gruppetto di contestatori subito isolati dagli altri 30mila. Strappa risate il comico Beppe Grillo, che auspica «calci nei coglioni» al prefetto ma poi si scaglia contro la Bresso e Chiamparino.
Cattura gli ultimi sprazzi di attenzione il giornalista Marco Travaglio, che spiega l'affarismo del centrosinistra, il partito «calce e martello». Si sgola il sindaco Antonio Ferrentino, che svela al popolo: «Prodi mi ha telefonato, vuole incontrare i sindaci della valle». E fa guadagnare al candidato premier dell'Unione bordate di fischi.
Doveva essere una kermesse culturale quella della Pellerina, parco sterminato vicino alla tangenziale e al carcere delle Vallette. Finché c'è stato il sole a scaldare è stata una festa di canti e balli, quando è arrivato il corteo dei marciatori tutti si sono accalcati sotto il palco a battere mani e piedi. Paolini se l'è cavata con un lungo monologo sull'acqua «che costa più del petrolio», Fo ha ceduto la scena a Franca Rame che ha recitato alcuni brani di un testo scritto a quattro mani contro la guerra in Irak. Ma quando si è parlato di alta velocità e politica si è avuta la conferma che il vero bersaglio dei no-Tav è la sinistra. Grillo si è scatenato: «Che cos'è il progresso? Lo chiedo a Chiamparino. Come cazzo avete fatto a eleggere uno così? - ha urlato -. E la Bresso! E Fassino in tv che parla della “piattaforma logistica e strategica”! Ma lo sa Fassino cos'è un container? Lo sa che in Europa il 44% dei Tir viaggiano vuoti? Un Tir di 40 tonnellate rovina l'asfalto come 100 automobili: dovrebbe pagare 100 pedaggi e invece per lui il gasolio costa anche meno».
Tocca a Travaglio sparare la seconda raffica. Primo obiettivo il ministro Lunardi, «il capo banda»; secondo il sottosegretario di An Martinat; terzo (quello vero) la sinistra. «I Ds avevano il correntone, adesso hanno il conto correntone», risate facili. Erano Ds, ricorda Travaglio, i due sindaci di Grugliasco arrestati per tangenti legate alla costruzione dell'ipermercato più grande d'Europa «edificato dalle coop rosse». «Chiamparino disse: se quei sindaci hanno intascato mazzette, io sono un cretino». Bene, almeno in quel caso sappiamo che i due nomi fanno rima. La Bresso nel 2000 sosteneva che il tunnel era devastante e produceva effetti disastrosi, adesso ha cambiato idea. La Quercia ormai è un partito di affaristi. L'ex responsabile industria del partito era l'ex ministro Bersani, che ha passato l'estate al telefono con Gavio e Consorte per pilotare appalti e organizzare operazioni finanziarie; il nuovo responsabile si chiama Cesare De Piccoli, famoso perché nel '93 fu beccato da Di Pietro in Svizzera con una mazzetta di 200 milioni della Fiat. Se la cavò per la prescrizione. Berlinguer lo avrebbe fatto sparire, D'Alema lo nominò sottosegretario nel suo governo».
Chiude Ferrentino, il capopopolo. Regala fischi a Prodi ma soprattutto annuncia la nuova frontiera della Val Susa: «La Torino-Lione dev'essere fermata, e da qui non ci si muove. Il prossimo passo è convincere il Paese a dirottare 15-20 miliardi di euro di tasse dalla Tav a investimenti in ricerca, innovazione, nuove tecnologie. La Fiom, che ha lavorato con noi per organizzare la splendida giornata di oggi, si è impegnata a costruire assieme questo nuovo percorso programmatico».