Corteo contro Fioroni: 7 in condotta a tutti

(...) del 2007, sette in condotta allo scrutinio del primo quadrimestre. L’intervento è stato assunto autonomamente dal dirigente scolastico. È anche per questo che ieri 45 insegnanti della scuola hanno stilato un documento in cui contestano l’intervento. «I provvedimenti – dice uno dei firmatari della protesta – sono stati assunti senza sentire il parere dei consigli di classe. Se ciò fosse avvenuto si sarebbe potuto evitare di punire persino chi al momento della protesta era assente per malattia».
I fatti risalgono al 12 di ottobre, quando era stato organizzato un corteo contro Fioroni, nel mirino gli esami di riparazione. Alla manifestazione avevano aderito numerose scuole cittadine che avevano poi programmato un’altra serie di agitazioni da svolgersi nei singoli istituti. Così al «Caterina da Siena» era stata bloccata l’attività didattica anche per altri tre giorni della settimana successiva. E proprio quest’ultima circostanza avrebbe indotto la professoressa Magistrelli ad assumere le pesanti sanzioni annunciate. «Passi per la giornata del corteo – spiega la dirigente scolastica –. Almeno quella manifestazione aveva la copertura della loro organizzazione. Ma gli altri giorni di agitazione erano stati solo programmati, ma nessuna scuola ne ha tenuto conto. Questa insistenza mi pareva che non dovesse passare indenne». Più possibilista sul appare ora la professoressa Magistrelli sul 7 in condotta: «È una possibilità – dice – vedremo allo scrutinio». Quanto alla contestazione degli insegnanti la preside precisa: «Non si sono attivati loro, perciò mi sono mossa autonomamente». Una risposta che non convince gli interessati. «I consigli di classe – dice uno dei firmatari della protesta – devono essere sentiti. E come? È la stessa preside in quanto presidente dei singoli consigli di classe che li deve convocare con all’ordine del giorno la proposta delle sanzioni. Questo non è avvenuto. Così ci pare che la dirigente scolastica abbia abusato del suo potere, con la conseguenza di creare una frattura nei rapporti fra lei e le componenti della scuola». La frattura con un folto gruppo di docenti è un fatto, per il resto la professoressa Magistrelli sottolinea: «Mi sono mossa anche perché ho ricevuto tante proteste dai genitori esasperati per lo stillicidio del blocco delle lezioni».