Corteo contro la sinistra per l’aeroporto di Siena

Le associazioni ambientaliste e i «Grillini» accusano Comune e Regione: «Il piano di ampliamento devasterà il territorio»

La battaglia di Montaperti, che vide vittoriosi i ghibellini a difesa del territorio dai guelfi di Firenze, è ancora un fiore all’occhiello per molti senesi. Tutti gli invasori sono dunque avvertiti, anche quelli che decidono senza il consenso dei cittadini di costruire un grande aeroporto che riverserebbe con 90 voli quotidiani quasi mezzo milione di passeggeri. E allora oggi nei vicoli delle contrade sfilerà arrabbiatissimo un comitato per il no, per suo statuto trasversale ma di cui fanno parte prevalentemente associazioni che gravitano nell’area della sinistra ambientalista: da Legambiente a Italia nostra, da «Farfalle Rosse» ai «Grillini» fino alla rete delle associazioni presieduta dal critico marxista Alberto Asor Rosa.
Poco importa se dall’altra parte della barricata stanno le istituzioni della premiata Toscana rossa, dal sindaco senese Maurizio Cenni, al presidente della Provincia Fabio Ceccherini per finire al governatore Claudio Martini. Tutti quanti rei - secondo il comitato - di aver dato il sotterraneo via libera al progetto di ampliamento dell’aeroporto di Ampugnano promosso dal Fondo internazionale di investimenti Galaxi. Un progetto «platealmente contrario al Piano di indirizzo territoriale della Toscana 2005-2010».
Da queste parti, si sa, i vessilli di contrada contano più di partiti e ideologie, e allora non si guarda in faccia a nessuno: neppure alla banca di campanile, quel Montepaschi da sempre vanto e motore dell’economia locale, e che per tradizione coniuga il proprio marchio alla «responsabilità sociale» e al legame con il territorio. Già, pure il blasonato istituto di credito è finito in cima alla lista di proscrizione, colpevole di aver investito ben 700mila euro nell’acquisizione di una quota dell’aeroporto. Sul web fioccano gli anatemi, in particolare da parte dei pasdaran senesi di Beppe Grillo: «Com’è possibile - scrive uno - che il deus ex machina di un progetto che minaccia di stravolgere una delle 20 aree più rappresentative per la tutela della biodiversità, sia una Banca che fonda la sua storia sul valore dei pascoli della Maremma?».
Tra i più fieri oppositori al piano figura anche il re degli umoristi Emilio Giannelli autore, sul web, di una vignetta intitolata «Svegliamoci, il pescecane ci mangia la città» e che raffigura un aereo con la bocca spalancata sui campanili di Siena. E pensare che proprio il disegnatore satirico, fino a poco tempo fa, era in organico alla Fondazione Montepaschi.
Il clima rischia di surriscaldarsi perchè il comitato per il no, che ufficialmente è aperto a tutti i cittadini, associazioni, partiti e sindacati, giura che il nuovo aeroporto non s’ha da fare e, sul proprio sito, indica foto e indirizzi e-mail degli amministratori della sinistra. Sotto a chi tocca.
In coda, sciorinano un decalogo sugli effetti devastanti che il nuovo aeroporto avrebbero per l’ambiente e la comunità senese. «Il territorio di Siena - si legge - subirebbe le conseguenze che l'attività aeroportuale necessariamente comporta: inquinamento acustico, esposizione a fonti di emissioni nocive, fumi e particolato». Fatto più grave, «a ridosso della falda acquifera e sopra un complesso reticolo di canali che si riversano nel fiume Merse». Senza contare l'impatto ambientale di una struttura pari a quello di un'ampia area industriale, e ciò rischierebbe di compromettere l'economia locale basata sul turismo e sull'agricoltura. Vero o falso? La nuova Montaperti è solo cominciata.