Il corteo della Fiamma accende le polemiche

Anche Roberto Biscardini fa lo sciopero della fame «se autorizzano il corteo della Fiamma tricolore». Il presidente dei socialisti milanesi si associa quindi all’iniziativa del diessino Emanuele Fiano contro la manifestazione prevista alla vigilia dell’inizio della Settimana della Memoria. «Ciascuno ha diritto di manifestare ma le provocazioni vanno evitate perché bisogna rispettare tutte le ricorrenze che hanno valore istituzionale» spiega Biscardini. Che, quindi, invita «le autorità, prefettura e questura, a intervenire» ricordando che «la Settimana della Memoria è stata decisa dal Parlamento in ricordo della Shoah».
Come dire: «Consentire la manifestazione antisemita non è solo offesa al popolo ebraico ma anche alla democrazia del nostro paese». Messaggio fatto proprio anche dalla Provincia di Milano: «La sfilata di un partito di estrema destra, di cui fanno parte gruppi vicini a posizioni negazioniste, sarebbe l’ennesima offesa a coloro che persero la vita nella Shoah e ai loro figli». Pensiero comune pure a Forza Italia: «La nostra coscienza deve vedere stretto ancora di più il mondo civile attorno al popolo ebraico» ma «esistono oggettivi motivi di opportunità sia di luogo sia di tempo che condividiamo pienamente e che rendono necessaria almeno la modifica di quanto programmato» dice Manfredi Palmeri, capogruppo azzurro a Palazzo Marino. Valutazione accompagnata dalla nota che «la manifestazione non può essere vietata perché non esiste un divieto a priori per un partito rappresentato al Parlamento della Repubblica e non dev’essere vietata perché invece di acqua si getterebbe benzina sul fuoco».
E mentre Fiano continua a chiedere che «almeno sia fatta in luogo chiuso e, certamente, non sabato 21 a sei giorni dal giorno della Memoria (il 27, data della liberazione, sessant’anni fa, del lager di Auschwitz, ndr)», la Fiamma tricolore replica che «non c’è alcun intento provocatorio», che «le date sono pure coincidenze» e che, «se lo desidera, Fiano è invitato al corteo». Uscite che, aggiunge Biscardini, non «aiutano certo a stemperare il clima» ma contribuiscono solo a «aumentare l’indignazione della comunità ebraica milanese comune pure ai democratici preoccupati dalla crescita di iniziative estremiste di stampo antisemita che rischiano di scivolare sul terreno pericolosissimo dell’antisionismo contro Israele».
Intanto, il coordinatore regionale della Fiamma, Davide Frattini avverte che «dalla Questura milanese sono arrivate rassicurazioni sullo svolgimento della manifestazione, cui dovrebbero aderire almeno millecinquecento persone». «Rassicurazioni» di troppo, secondo Fiano che «spera di far cambiare idea alla autorità» poiché, tra l’altro, il luogo d’arrivo - piazza San Babila - è ad appena cento metri dalla sede dell’Anpi di via Mascagni. Anpi che ha già sollecitato le autorità a vietare il corteo anche per motivi di ordine pubblico.