Corteo di «latinos» pieno di italiani

Riccardo Re

Latin King-Queen, Netas, Master: tutti insieme. Ma quali bande rivali? Dopo scippi, risse, furti, violenze, retate, arresti, accordi, strette di mano, adesso è la volta delle proteste. Univoche e sotto la stessa bandiera. Quella rossa, del Che, della Palestina... Richiamati dal grido «Avanti Popolo» di Rifondazione Comunista, centri sociali, svariate onlus e associazioni varie, ieri in piazza a Genova c'erano anche gli esponenti di quelle che fino a qualche mese fa erano le gang dei Latinos. Non più bande di strada, adesso. Ora gruppi, anzi organizzazioni «istituzionalizzate», subito satelliti della sinistra radicale per la protesta di piazza. Insieme per chiedere il «diritto di avere il permesso di soggiorno senza attese stressanti e umilianti». Insieme per una manifestazione nata per gli immigrati, ma che in realtà, tra i partecipanti, ha visto più italiani che stranieri. Un corteo di un solo centinaio di persone (contro il migliaio previsto dagli organizzatori), partito dalla stazione metropolitana di Principe e arrivato sotto il palazzo della Prefettura. Quanto basta però, per creare pesanti disagi alla cittadinanza: traffico paralizzato nella zona di Caricamento, deviazione obbligata verso via Balbi, corso Aurelio Saffi bloccato in direzione ponente e automobili costrette a inerpicarsi sulla circonvallazione a monte.
«Abbiamo diritto... ad avere diritti» è lo slogan della protesta dei «pandilleros». Ma quali sono questi «diritti per la dignità»? Oltre al diritto di pretendere il permesso di soggiorno c'è anche il diritto di non volere - spiegano sempre loro - «quei pattuglioni» della polizia che compiono «veri e propri rastrellamenti, con durezza e spesso con abusi». Perché mentre nel centro storico, i pochi commercianti italiani con le saracinesche ancora aperte supplicano più controlli da parte delle forze dell'ordine, chi ormai è diventato di casa nei carruggi, di «sbirri» proprio non vuol sentir parlare. Nell'avanzare richieste, insomma, c'è fratellanza. La stessa che questa estate aveva unito le gang al centro sociale Zapata per raccogliere fondi in favore delle famiglie dei sudamericani arrestati. Una fratellanza che ha subito coinvolto la sinistra della sinistra, perfino gli anarchici e, potevano mancare? i comunisti di Rifondazione. Assieme ai Latinos nella manifestazione di ieri c'erano pure loro: a protestare contro «Prodi e la sua Finanziaria di guerra». Salvo poi votare allineati e coperti, in parlamento, a favore di quelli che insultano in piazza.