Corteo pro Hamas, rapporto della Digos ai Pm

La Digos ha inviato alla Procura di Milano un rapporto sul corteo di sabato, concluso con la preghiera di centinaia di musulmani sul sagrato del Duomo. Il rapporto, che è sul tavolo dei giudici milanesi, si avvale di un’ampia documentazione messa a disposizione del Comune: fotografie, riprese audio-video e registrazioni praticamente lungo tutto il percorso del corteo.
Il vicesindaco, Riccardo De Corato, che ha chiesto formalmente al ministero dell’Interno di disporre la redazione di quel rapporto, ora chiede di aprire un fascicolo sugli illeciti riscontrabili: «Sta alla magistratura procedere con le verifiche delle violazioni avvenute e avviare un procedimento giudiziario nei confronti degli organizzatori del corteo», dice.
Due per il vicesindaco le violazioni: il corteo non era autorizzato, e anche della preghiera in piazza, secondo il testo unico di pubblica sicurezza, gli organizzatori avrebbero dovuto dare preavviso con il dovuto anticipo alla questura.
La manifestazione ha suscitato polemiche fortissime anche perché a guidarla c’era l’imam del centro di viale Jenner, quell’Abu Imad che due mesi fa è stato condannato (in appello) per associazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo. «La presenza in prima linea di Abu Imad - per De Corato - pone il problema di come le istituzioni possono avviare qualsiasi tipo di rapporto con questi personaggi». «Forse - aggiunge il vicesindaco - l’arcivescovo di Milano non si è accorto di quel che è successo, ma il Vaticano sì».