Cortina dà l’ok al campo da golf Inaugurazione nel nome di Sailer

Documenti e firme sono finalmente al proprio posto e i lavori possono cominciare. Si parte con 9 buche, ma il vero traguardo sono le 18

da Cortina d’Ampezzo

Eccoci al traguardo! Giovanni Dibona, presidente del Golf Club Cortina e campione di sci alpino 40 anni orsono, e i suoi amici golfisti ce l’hanno fatta. Dopo alcuni anni di appassionati tentativi e obbedienze alle regole della montagna, hanno ottenuto quanto bastava di documenti e timbri per poter iniziare e portare a termine il campo da golf. A questo punto può essere opportuno rispondere a una domanda che pochi fanno, ma molti pensano: quando e come è nato il gioco del golf a Cortina d’Ampezzo? Risposta: è paradossale, ma bisogna dire grazie all’ultima guerra mondiale. Nel 1944, infatti, le truppe americane raggiunsero Cortina e lì requisirono l’Hotel Miramonti, bellissima struttura isolata dal paese fra prati e boschi, dove allestirono il loro centro di recupero per feriti e ammalati. Fra essi ci furono dei giocatori di golf che improvvisarono un campo sui prati attorno all’albergo dove, anche a guerra finita, si è continuato a giocare.
Giovanni Dibona, tuttora istruttore di sci, è naturalmente molto contento e con lui altri ex campioni quali Bruno Alberti, Gildo Siorpaess, il giovane allenatore Alberto Ghezze (handicap 4), Ernesto De Mattia (4), il dottor Luca Piccolomini, Edo Zardini e tutti gli attuali soci - sono 90 e hanno versato ciascuno 18mila euro - che attendono il luglio 2008 per dare il primo colpo di avvio delle 9 buche.
Ma bastano 9 buche per Cortina?
«No, naturalmente. Il vero nostro traguardo sono le 18, e in questo spirito è già pronto il progetto ad opera del noto Peter Harradine affiancato dall’architetto ampezzano Silvio Bernardi».
Quanti saranno i soci?
«Per le nove buche fino a 170, e per le 18 fino a 350, oltre ai giocatori occasionali».
Come illustrare ai lettori la zona dove sorgerà il percorso?
«Si trova a sud di Cortina, sotto le Rocce del Sorapis, e cioè a destra venendo da sud. Le prime 9 buche saranno disseminate da zona Baita Fraina verso Zuel, le seconde al contrario, e cioè verso nord».
E la club house?
«Si troverà in un prato alcune centinaia di metri sopra la dimora del celebre Dino Buzzati, che amava il golf».
Ha lavorato molto e bene per raggiungere «la prima buca». A cose fatte, ci sarà un nuovo presidente?
«Sì, lo abbiamo già scelto. È un milanese molto appassionato che si è battuto per noi come nessun altro, il dottor Giorgio Carriero».
Quali e quanti i benefici per Cortina con l’arrivo del golf?
«Intanto, essere a livello di altri luoghi di montagna famosi nel mondo. E poi il flusso turistico, che non sarà a valanga, ma sicuramente di qualità e contribuirà ad allungare la stagione estiva, che solitamente si chiude verso il 10 settembre, portandola fino a novembre, perché Cortina in autunno è indubbiamente spettacolare».
Avete già pensato al primo torneo?
«Io avrei un’idea, posso dirla?».
Certamente.
«Dedicherei il primo torneo al mitico Toni Sailer, che ai Giochi olimpici del 1956 vinse tutte e tre le medaglie d’oro nelle prove alpine, e che poi, come molti altri campioni dello sci, si è dedicato al golf. Tre anni fa aveva handicap 4, dunque era bravo, e sono certo che ne sarebbe felice».