Da Cortina, la mostra di Carlo Zocchi "Accordi di Luce"

L'associazione culturale Renzo Cortina vive grazie al contributo dei propri soci e con le vendite di quadri e cataloghi d'arte. L'associazione ha sede nel bel interno verdeggiante di uno stabile di via Mac Mahon 14, dove a dare da sfondo a questo viale alberato e ricco di edera ci sano distribuite gallerie e spazi che danno la sensazione al visitatore di essere in un quartire di Londra: mattonia vista, finestre e porte con tagli razionali e alti soppalchi come loft.

Su uno dei pieghevoli dell'associazione Cortina una bella foto di Emilio Tadini in compagnia di Stefano Cortina durante l'inaugurazione di questa iniziativa (tel.02.33607236).

La Galleria nata nel 1962 che aveva già una sua casa editrice due anni prima, punto di incontro di letterati. intellettuali e artisti, continua la sua attività culturali con mostre che promuove sia in Italia che all'estero. L'altra sera è stata la volta della "vernice della mostra " Accordi di Luce" di Carlo Zocchi accompagnata da un catalogo a cura di Veronica Riva. Sulla copertina del catalogo appare uno dei quadri esposti in mostra "senza titolo", un olio su tela di medio formato dai toni contrastanti, rosso, nero, grigio...mentre nelle altre tele sono i colori e la luce a fare da protagonisti. Per l'autore non è un caso che la luce è l'elemento che lo ha colpito maggiormente, la luce naturalmente intesa in tutte le sue varianti, quella dipanata dai toni tenui e quella dai lampi folgoranti, ma anche dalle sfumature pulviscolari, come quella del quadro riportato sulla copertina del catalogo.

Oltre alla luminisità, sono altri gli elementi che fanno di queste tele oggetti d'arte particolari, il loro astrattismo quasi vorticista e i colori accesi di alcuni lavori, tutti di medio e relativamente garnde formato. Inoltre, come è stato precisato riprendendo una citazione di Afro Baldessera "..non ha senso la distinzione fra astratto e figurativo. L'artista, dipinga una macchina o un volto umano, avrà sempre e soltanto presente i ritmi, i colori, le forme, mai il soggetto". Tutto verro. Il primo a confermarlo è lo stesso Zocchi che a partire dalla luminosità che lo ha sempre accompagnato nel suo percorso di artista, fino dalle prime sperimentazioni era dedito a una pittura di carattere intimista e dopo avere dipinto paesaggi e dato maggior spazio alla figuratività tonale, si è ritrovato a creare mondi astratti fatti di silenzio, di sospensioni temporali, giochi sapientemente armonici; tensioni, squarci, accordi, un mondo che evoca quello musicale.

Vi è sempre qualche cosa di tangibile in ogni caso nelle sue tele, prevalentemente olii (in galleria sono presenti anche alcuni disegni a colori), l'accordo lirico dei colori, dei toni, l'ispirazione al sogno...La fantasia dell'artista esplode nelle tele luminose cariche di prospettiva e luce come se pfossero i passaggio dei pensieri della sua mente ad accavallarsi e a creare originari legami, torsioni, fughe, creati sulla base di stati d'animo, di ricordi, evocando la passione per la masica ma anche quella per al montagna, i viaggio. Venti, odori, sapori si mescolano in queste luci calde, come se l'India da Zocchi vissuta si fosse concentrata e mischiata ad altri luogi, il caldo, l'umido, le spezie, gli incensi, i toni azzurri, blu, bianchi rimandanoa lle nevi dei poli o q quelle di una vetta.Il grigiore e lo smog lo associa alla metropoli che compare nel bel mezzo di una composizione dove irrilevanti segni di nuiovi sentieri sembrano indicarci alcune vie d'uscita. Tra i quadri di maggiore impatto, "Vele", "Sala rossa", "Rifugio", "Classica "Frammenti" "Terre arse" e "Vulcano". La mostra rimarrà aperta fino al 15 novembre, chiuso lunedì mattina e domenica.