Corto Maltese il «don Giovanni» dell’avventura

È stata inaugurata proprio l’altra sera nel complesso monumentale del Vittoriano, in occasione della vigilia alla Notte Bianca, la mostra dedicata a Hugo Pratt e al suo lavoro di disegnatore.
L’esposizione è centrata su quello che forse è il più conosciuto, oltre che il più riuscito «figlio» di Pratt: quel Corto Maltese che ha saputo suggerire con il suo fascino senza tempo suggestioni e idee a tanti giovani disegnatori.
Hugo Pratt resta uno dei maestri indiscussi del fumetto italiano. E questa ampia rassegna (dal titolo «Corto Maltese, Letteratura disegnata») con oltre 170 opere tra disegni, acquarelli, parole e materiali inediti trova ospitalità nel salone centrale del Vittoriano fino al 15 ottobre ed è curata da Vincenzo Mollica e Patrizia Zanotti.
Promossa dal Comune di Roma, è coordinata e realizzata da Alessandro Nicosia (presidente di Comunicare Organizzando).
Proprio Mollica sottolinea che «siamo tutti in debito con Hugo Pratt e Corto Maltese, per quello che ci hanno fatto capire della vita, per tutte le volte che ci hanno fatto sognare, per tutte le avventure che hanno vissuto e tramandato, per tutti i personaggi che hanno incontrato o inventato, per tutte le geografie che hanno attraversato, per il mondo poetico che ci hanno lasciato». La mostra dedicata al noto personaggio del fumettista italiano, vuole presentare una visione legata all’aspetto più intimo della creazione di Pratt, sottolineando come la scrittura fosse la base di partenza di tutta la sua opera e il disegno diventasse un’altra calligrafia con la quale integrare le parole scritte. I luoghi, gli appunti, i particolari meno conosciuti del suo lavoro servono a comprendere meglio i processi che hanno portato alla creazione di pagine memorabili in cui troviamo tutto il suo mondo vissuto, le persone, gli amici, la gente incontrata. Pratt era un narratore nato, uno che con lo stesso carisma poteva raccontare una scena fra un soldato tedesco e uno italiano nel deserto, le storie segrete dei campielli veneziani, i miti e le leggende celtiche o i viaggi di Bougainville nel Pacifico.
In mostra, oltre alle tavole storiche e agli acquarelli più significativi, sono esposte opere inedite e le astrazioni pittoriche realizzate tra 1967 e il 1986, rappresentate da tre serie di serigrafie. La retrospettiva si articola in sette sezioni: attraverso i grandi temi delle sue creazioni, il mare, le donne, l’amicizia, la letteratura, la magia, l’avventura, gli addii, è un viaggio nell’arte del fumettista, in quel suo mondo nutrito da migliaia di libri, film, carte geografiche, vecchie illustrazioni, figurine, colori, pennelli, fotografie, appunti scritti ovunque, tracce di storie mai finite, dialoghi, schizzi, strisce che aspettavano di essere disegnate e partivano sempre con lui in una curiosa valigetta che spesso era il suo unico bagaglio.
La rassegna vuole essere un’esplorazione in un mondo fatto di sogni e di fantasia, perché, come diceva lo stesso Pratt, «io penso che la fantasia sia un fatto importante, la fantasia è sempre qualcosa di dorato... Per andare via anche dal mondo grigio, in cui si deve sempre discutere».
In occasione della Notte Bianca, era stato allestito un maxi schermo all’ingresso del Complesso Monumentale del Vittoriano sul quale è stato proiettato un ritratto dell’artista al lavoro e un’intervista a Hugo Pratt realizzata da Vincenzo Mollica.