«Il corvo dice al merlo»

O crövo o dîxe a-o mèrlo: “cómme t’ê néigro!” dicono a Genova. Enrico Musso che accusa l'Udc di truffa mi ricorda questo simpatico pennuto. Lui, proprio lui, che coi soldi e la buona fede del Pdl che lo ha appoggiato sia da candidato sindaco contro la Vincenzi che da senatore, dopo aver cambiato casacca in corsa, osa ora fare l'offeso. Certo il comportamento di Monteleone e compagni è da biasimare, ma non può certo farlo Musso.
E che dire dei suoi compagni di avventura (o per meglio dire, alla luce dei recenti risultati, di sventura) che già nella scorsa legislatura, eletti in Comune coi voti di noi elettori del Pdl hanno pensato bene, chi di passare al Fli, chi di staccarsi dal partito di Berlusconi e seguire il suo «maestro», tutti fortunatamente non più eletti. Invece di guardare la pagliuzza nell'occhio dell'Udc, guardate la trave nel vostro occhio e fatevi un bell'esame di coscienza. La gente è stufa di voltagabbana che seguono il vento che cambia, anche se spesso, per punizione divina, la brezza li porta a naufragare.