"Così abbiamo preparato il blitz contro le Farc"

Quattro mesi di preparativi e di sorveglianza per un’operazione durata
meno di cinque minuti. Il colonnello Luis Gomez,
dell’esercito colombiano, racconta la liberazione di Ingrid. "Soldati travestiti da guerriglieri"

Roma - Quattro mesi di preparativi e di sorveglianza per un’operazione durata meno di cinque minuti, senza sparare nemmeno un colpo. In questi termini il colonnello Luis Gomez dell’esercito colombiano racconta la liberazione di Ingrid Betancourt e di altri 14 suoi compagni di sventura. In un’intervista che sarà pubblicata su «Le Figaro Magazine» (sabato), il colonnello Gomez, uno dei principali organizzatori di questa liberazione, precisa anche che Parigi non era a conoscenza dell’operazione, definita come un «triplice colpo duro» alle Farc (Forze armate rivoluzionarie della Colombia).

«Il presidente Alvaro Uribe ha dato il via libera alle 6 del mattino (di ieri) e l’operazione è iniziata circa un’ora dopo. Alla fine, non è durata che cinque minuti, senza neppure uno sparo. Eravamo riusciti anche ad infiltrare le comunicazioni delle Farc». «Siamo riusciti a far credere ai sequestratori che altri guerriglieri sarebbero andati a recuperare gli ostaggi per trasferirli altrove, su ordine di Alfonso Cano (il nuovo capo delle Farc, ndr). Una volta inviato il falso messaggio, abbiamo dovuto agire in fretta per evitare che si insospettissero ...). Abbiamo ridipinto un elicottero dell’esercito di bianco, per far credere che si trattava di un elicottero civile. I soldati che erano a bordo erano travestiti da guerriglieri con indosso magliette e polo con la figura di Che Guevara. Avevano anche dei fucili AK-47, le armi della guerriglia, e non armi dell’esercito. In tutto, pilota e copilota inclusi, nove persone hanno partecipato all’operazione». Il colonnello Gomez precisa che l’esercito colombiano aveva localizzato gli ostaggi da «circa quattro mesi».

Ad inizio maggio i soldati dell’esercito avrebbero potuto persino trarre in salvo due ostaggi americani, che si stavano lavando nel fiume, ma non l’hanno fatto per non mettere in pericolo le vite degli altri ostaggi.