Così Alfieri si fa in cinque

Le gemelle Silvana e Stefania Maisano, scultrici ed eredi universali di Edoardo Alfieri (1913-'98), hanno donato a Genova 25 sue sculture e 86 disegni. L'esposizione delle opere (fino al 15 febbraio) è in cinque sedi: Regione (presso il Consiglio: la scultura Caino e Abele, simbolo del '900 secolo killer), Provincia (disegni, il primo librino-catalogo con copertina di Gino Paoli, un bronzo del '40 a corredo degli altorilievi che accolgono i cittadini nell'atrio), Palazzo Rosso con 70 disegni, sculture alla Gam di Nervi e all'Accademia Ligustica di Belle Arti di cui Alfieri fu Accademico di Merito (nominato nel '48) e docente. Alla Gam, tra altre opere, il cemento Furor matematicus, geometria barocca per cui s'ispirò al libro dell'amico ingegnere Leonardo Sinisgalli: nuova l'indagine critica della conservatrice Giubilei sui loro rapporti; all'Accademia, dove non c'erano sue opere, sei bronzi del 1944-61.
Dai 70 disegni donati a Palazzo Rosso emerge la sua partecipazione ai concorsi cittadini: in particolare gli studi per le gigantesche Fede e Speranza (porticato di Sant'Antonino a Staglieno, concorso vinto nel '53), i disegni per la scultura in bronzo Cristoforo Colombo, donato nel '55 alla città di Columbus in Ohio, e quelli nati dalla collaborazione con il triestino Pulitzer per opere di tre transatlantici della Società Italia, tra cui il Convito per la Giulio Cesare e Il sogno del capitano per la Leonardo da Vinci. Suggestivi gli studi degli altorilievi per la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo d'Avilla di Buia (provincia di Udine), la prima ricostruita dopo il terremoto del '76. Alfieri la considerava suo museo. Era un cattolico inquieto fra gli intellettuali raccolti intorno alla rivista Il Gallo: al suo fianco avrebbe voluto la «Chiesa del coraggio» che ritrovava a Buia nel colto don Saverio Beinat. I rilievi nel pannello di destra dell'altare sono La Terra Promessa, anche appellativo del monumento per l'ingegner Rossi, grande manager dell'Elsag: «La Terra Promessa è stato il cammino di una generazione per cambiare e rinnovarsi, sia di quella del dopoguerra sia dell'antica che attraversò il Mar Rosso».
Guida alle Mostre, anche radiografia di un uomo «scomodo e pugnace» come l'antenato Vittorio Alfieri, è il Catalogo (Maschietto Editore) firmato da Maria Flora Giubilei, Giulio Sommariva, Matteo Fochessati, Piero Boccardo.