Così anche i disabili diventano campioni

«Che io possa vincere, ma se non riuscissi, che io possa tentare con tutte le mie forze» recita il giuramento di Special Olympics, un programma internazionale di allenamento sportivo e competizioni atletiche per oltre un milione di ragazzi ed adulti con ritardo mentale. Numerose le discipline praticate, dall’atletica al nuoto, dal calcio alle bocce. «Facendo sport ho capito che senza fatica e impegno non si possono raggiungere i risultati che ci rendono orgogliosi di noi - ha detto Elena nel corso della quinta Covention regionale di Special Olympics ItaliaTeam Lombardia -. Noi abbiamo saputo guardare oltre e siamo stati capaci di scoprire il tesoro che è in ognuno di noi e che molta gente spesso non vede».
Una piccola poesia dedicata ai suoi compagni che hanno da poco partecipato agli Special Olympics European Youth Games che hanno coinvolto ragazzi tra i 12 e i 21 anni di 55 Paesi europei ed eurasiatici e che si sono svolti a Roma dal 30 settembre al 5 ottobre 2006. Ora gli atleti sono già proiettati verso le prossime sfide regionali, interregionali e nazionali, ma soprattutto verso i giochi mondiali estivi che si terranno a Shanghai nell'ottobre 2007. Prossimo obiettivo del programma, inoltre, sarà quello di creare squadre e competizioni integrate con atleti non disabili: «Solo in questo modo - ha commentato Alessandro Palazzotti, responsabile nazionale - lo sport sarà davvero un momento di inserimento sociale».