Così in Andalusia

Risalendo il gazpacho a un’epoca antecedente l’invenzione del frullatore, a voler fare della filologia urge un mortaio di pietra. La consistenza risulta meno fine, ma del resto il gazpacho in origine non era quel cremolato di pomodoro di moda oggi. Pelate uno spicchio di aglio e pestatelo nel mortaio. Unite poco per volta un peperone giallo e uno verde, sfilettati e a dadini (tenetene da parte due cucchiai per la guarnizione), un cetriolo privato dei semi a dadini (idem), della mollica di pane raffermo ammollata in acqua e strizzata e circa un chilo di pomodori maturi pelati e privati dei semi. Condite con olio, aceto, sale. Passate il tutto al colino fine e raffreddate in frigo o, se il tempo stringe, aggiungete un po’ di ghiaccio tritato. Guarnite con la dadolata di verdure e con la crosta del pane raffermo affettata a bastoncini e tostata in forno.