Così le automobili ruggenti ispirano le collezioni e la sfilata Ricci al Mugello

La passione per la velocità e il legame col futurismo: «Il nostro stile è emozione. E questa pista è la nostra casa»

«Moda e motori, gioia o dolori?». Ecco una domanda retorica ma pertinente nel mondo dell'eleganza internazionale dove i riferimenti automobilistici sono sempre più evidenti dietro al lavoro di marchi d'eccellenza come Miu Miu, Ralph Lauren e Stefano Ricci. Quest'ultimo ha appena presentato la collezione Uomo dell'inverno 2018 all'Autodromo Internazionale del Mugello sulla cui bellissima pista contrassegnata dal tricolore è stato anche girato il fashion movie di stagione. «Questo posto per noi è casa» ha detto l'imprenditore-stilista toscano ricordando che lo storico circuito toscano si trova proprio a metà strada tra la sede dell'azienda alle porte di Firenze (in località è Caldine, frazione di Fiesole) e Poggio ai Segugi, la sua tenuta di caccia a Fiorenzuola, sul versante imolese dell'Appennino Tosco Emiliano.

Qui la famiglia Ricci conserva una notevole collezione di auto d'epoca con cui tutti i membri (compresa la moglie Claudia oltre ai due figli Niccolò e Stefano) hanno partecipato più volte alla Mille Miglia. Da qui l'idea di una moda maschile curata fino allo spasimo legata al territorio e alle sue peculiarità culturali tra cui il Futurismo, nato nelle piazze fiorentine nei primi decenni del secolo scorso. Filippo Ricci, direttore creativo del marchio parla delle automobili ruggenti citate nel Manifesto di Marinetti come immagine stessa della velocità e del suo lavoro stilistico sul «dinamico presente» della clientela cosmopolita di un brand che esporta il 97 per cento della propria produzione.Il fratello Niccolò, amministratore delegato del Gruppo di cui fa parte anche l'Antico Setificio Fiorentino, racconta di essersi chiesto cosa può volere un uomo che ha tutto da un brand che offre il meglio sul fronte abiti e accessori d'alta gamma. «Vuole un'emozione» si è risposto in puro stile marzulliano mentre registrava una crescita di fatturato del 15 per cento e apriva una raffica di nuove boutique fino a un totale di 58 piccoli imperi del lusso in giro per il mondo. Inutile dire che l'emozione maggiore l'ha provata il padre felice proprietario di una Audi rs6-r ABT verde oliva da 730 cavalli (fa da 0 a 100 km all'ora in 3,3 secondi, ce ne sono 20 esemplari al mondo) con cui si è cimentato da provetto pilota sulle spettacolari curve del Mugello.

Un altro patito delle auto d'epoca e dell'automobilismo in generale è Ralph Lauren che ha fatto sfilare l'ultima collezione nell'immenso garage di Bedford a due ore da New York dove conserva gli 84 storici esemplari che ha raccolto nel corso del tempo. Tra questi c'è una Bugatti Type 57 SC Atlantic del 1938 meglio nota come Batmobile valutata 40 milioni di dollari. «Per me le macchine sono sempre state una fonte d'ispirazione, le vedo come arte in movimento» ha detto il designer americano. Da qui l'idea dell'abito da sera in seta laccata rossa come la vernice di una fiammante Ferrari oppure il doppio plissè che prima riproduce i raggi delle ruote, poi l'impronta dei copertoni su un meraviglioso abito da giorno Principe di Galles. Stessa ispirazione per l'eccezionale collezione Miu Miu Crociera 2018 presentata lo scorso luglio nella sede dell'Automobile Club di Parigi. Vestite con tute e pellicce da meccanico, scarpe luccicanti come fanali, giubbotti da pilota e deliziosi pagliaccetti da bella bionda in trepidante attesa del suo eroe al box, le modelle erano un trionfo di divertito e divertente sex appeal. «Mio figlio corre in macchina, sono partita da quel mondo lì» ha detto la grande signora del made in Italy come per giustificarsi. A noi è sembrata una partenza in pole position. Con indiscussa vittoria finale. Certo sarebbe ora di ricordare che l'industria della moda in Italia vale il doppio di quella dell'automobilismo e che la prima a livello governativo ha ricevuto ben poco mentre per l'altra si sono fatti i salti e anche le capriole. In attesa di ottenere la rottamazione dei vestiti e gli eco incentivi per la pelliccia non resta che correre.