Così Berlusconi ha messo in moto la Liguria

Ripete il centrosinistra che cinque anni di Governo Berlusconi non sono stati inutili solo perché sono stati dannosi. Dai un’occhiata allo stato dell’arte in Liguria e ti accorgi di due cose su tutte. La prima: il terzo valico partirà a fine gennaio dopo trent’anni di speranze e in ritardo di almeno otto solo perché nel 1998 il governo di centrosinistra disse che no, il treno veloce Genova-Milano non s’aveva da fare. La seconda: l’unica delle tante opere in lista di attesa da decenni che non è stato ancora possibile avviare s’è incagliata perché ci ha messo lo zampino Claudio Burlando il diessino presidente della Regione Liguria, la cui giunta, sulla gronda di Levante del nodo autostradale di Genova, fra Bolzaneto e Chiavari, ha rimesso in discussione il tracciato già definito dalla precedente amministrazione, quella guidata da Sandro Biasotti.
Così la vede almeno l’azzurro Luigi Grillo il presidente della Commissione Trasporti del Senato, che si dice anche «amareggiato» per i contrasti sorti, fra l’altro, fra società Autostrade e la società Ili. «Amareggiato e deluso perché abbiamo avviato tanti cantieri importanti e invece questo deve ancora attendere» spiega. Ieri è stato lui a illustrare tutto ciò che il governo poteva fare e ha fatto.
L’elenco è lunghissimo e lui parte dal fondo, perché ha almeno due novità da festeggiare. Per dire: la Regione in sede di conferenza dei servizi ha approvato il tracciato del Terzo valico, il che significa che entro gennaio verrà firmato il contratto definitivo fra Ferrovie e Cociv: «Il 24 gennaio è già convocato un pre Cipe per approvare il nodo ferroviario di Genova, condizione posta dalla Liguria, che ha detto ok al Terzo valico chiedendo però che venga sistemato contemporaneamente il nodo metropolitano» spiega il senatore di Forza Italia.
Dalle infrastrutture all’emergenza idrica, ecco l’altra novità: nella legge Finanziaria 2006 ci sono 160 milioni di euro per l’avvio, finalmente dopo tante vittime e tanti danni, dei lavori del tunnel dello scolmatore del Bisagno fra Staglieno e Punta Vagno. «Si tratta della seconda, fondamentale, tranche di finanziamenti dopo che già sono iniziati i lavori del primo lotto per la messa in sicurezza nel tratto da piazza della Vittoria alla Foce per un costo di 70 milioni di euro». Così, mancheranno solo le risorse per finanziare il secondo lotto dei lavori nella parte antistante la stazione Brignole, ma il governo si è impegnato a reperirle entro il marzo prossimo.
Il resto è storia degli ultimi anni. Ieri Grillo l’ha ricordata nel convegno «Berlusconi per Genova e la Liguria - Cinque anni di interventi nelle Infrastrutture della Liguria». Il nome del presidente del Consiglio era scritto così in grande sui manifesti da far pensare che ci fosse lui pure a raccontar di sé. Non era ambiguità ma entusiasmo, perché Forza Italia di cose da raccontare ne aveva mille più una.
Del resto basta guardare le diapositive della cartina dell’Italia. Dicono che dal 1992 al giugno 2001 sono stati cantierati interventi in opere pubbliche per 17,5 miliardi di euro, e che dal luglio 2001 al dicembre 2005 ne sono stati invece cantierati per 51,2 miliardi di euro, il triplo.
Nudo e crudo, l’elenco delle opere in corso di realizzazione e già finanziate in Liguria suona così. Per il settore ferroviario: Nodo di Genova, Terzo valico Genova-Milano, Pontremolese, raddoppio della genova-Ventimiglia. Per il settore autostradale: Nodo di Genova, Terza corsia La Spezia-Viareggio, Carcare-Predosa. Per il settore strade statali: statale 28 Colle di Nava, Aurelia bis nell’imperiese e nello spezzino. Per il settore idrico: Copertura e scolmatore del Bisagno. Per il settore portuale: Santa Margherita Ligure, Genova-Marina, Hub portuali Genova-Savona-La Spezia. È soprattutto sul Terzo valico che punta l’attenzione Grillo. E non è solo che il primo emendamento in materia lui lo presentò nell’ormai troppo lontano 1993. È anche che, spiega: «L’area che va da Genova a Milano, proseguendo per Amburgo e Rotterdam, registra già oggi la massima densità di scambio in Europa. Con il treno veloce potrà diventare il più grande mercato del mondo».