Così la «Brunetta in gonnella» stanga i fannulloni della Corona

Tra gli addetti ai lavori la chiamano "Shriti the Shriek", "Shriti l'urlatrice" per le frequenti scenatacce ai cui ha ormai abituato gli impiegati del suo ministero. Shriti Vadera, ministro per il Business, nonché baronessa, non è una che le manda a dire. Tra le più fidate collaboratrici del governo di Gordon Brown, con il suo arrivo sembra aver portato nei tristanzuoli uffici governativi una ventata di aria fresca. Certo molti non la definirebbero una leggera brezza quanto un tornado furioso. E sebbene sembri che al party d'addio al ministero per lo Sviluppo Internazionale, di cui era a capo fino allo scorso gennaio, molti del suo staff fossero in lacrime, è altrettanto vero che da quando ricopre il nuovo incarico sei dei suoi dieci assistenti fissi hanno preferito scappare a gambe levate. Motivo di un esodo così imponente sembrano essere le richieste troppo "manageriali" del nuovo ministro. «Pretende un alto livello di fedeltà ed è una persona molto impegnativa, una dura» dice una fonte di Downing street. Per gli amici della signora più che di difetti si tratta di pregi soprattutto se visti nel contesto in cui la Vadera si trova a operare.
Chi prende ordini da lei evidentemente la pensa in modo diverso, tanto da aver presentato numerose lamentele. «È difficile che trascorra una settimana senza che qualcuno ci chieda di dare un'occhiata al suo comportamento - ha raccontato all’Independent Alan Duncan, il ministro ombra del ministero guidato dalla baronessa -. Qualcosa sta accadendo e dobbiamo scoprire che cosa». I portavoce governativi si appellano alla privacy glissando sul numero delle lagnanze giunte all'ufficio del personale e anche l'ormai leggendaria propensione all'urlo della Vadera nei confronti dei subalterni fannulloni viene liquidata come «occasionale». La verità è che questo mastino in gonnella di 45 anni, con alle spalle 14 anni di consulenza bancaria nel settore degli investimenti e una profonda conoscenza del settore pubblico legato allo sviluppo internazionale, a Gordon Brown piace, tanto da averne fatto una delle sue collaboratrici più vicine. E il fatto che, come si dice a Downing street, i suoi modi bruschi abbiano infastidito molti burocrati non sembra turbarlo più di tanto. «A lei non piace quando qualcuno le dice che questa o quella cosa non si possono fare - ha raccontato un collega -, lavora in modo molto diverso dagli altri ministri. E questo può non star bene ad alcuni».
La passione che Shriti mette in ogni progetto ormai è nota: ora i suoi obiettivi riguardano il settore industriale e delle imprese, prima invece si era occupata della lotta alla povertà globale. Il suo piano di aiuti all'Uganda è stato il suo più grande successo e molte organizzazioni umanitarie si ricordano il suo nome. Fu lei infatti a convincere un riluttante ministero del Tesoro a raddoppiare il sostegno per l'Africa al summit di Gleneagles del 2005. «È una persona gentile, lavorare con lei non è difficile - ha detto di lei un suo ex collega dell'organizzazione di beneficenza Oxfam, di cui Vadera è stata in passato direttrice - è soltanto una che sfida le lungaggini burocratiche». Non sorprende quindi che sia così apprezzata da Brown e dal settore privato. «Se i dipendenti pubblici si lamentano di lei, probabilmente molti più ministri dovrebbero assomigliarle», conclude Stephen Alambritis, rappresentante parlamentare della Federazione delle piccole imprese. Dal canto suo la signora ha definito il suo tumultuoso rapporto con l'amministrazione statale «stimolante». «La cosa importante - ha spiegato - è assicurarsi sempre che il lavoro venga fatto». Una sfida non facile anche per un'urlatrice di rango come lei.