Così la busta paga è al riparo da errori

Il primo passo è fatto: la collaboratrice domestica è entrata a tutti gli effetti in casa nostra. Il passo successivo sarà quello di fornire, come previsto dal Contratto Nazionale, contestualmente alla retribuzione, il prospetto paga. La busta paga è uno strumento la cui utilità è spesso sottovalutata. Non è infatti il banale conteggio delle ore lavorate o del mensile a rappresentare un valore aggiunto rispetto alla solita ricevuta sul foglietto volante.
La busta paga contiene una serie di dati di grande interesse: la retribuzione minima sindacale, gli eventuali scatti di anzianità, l’eventuale superminimo assorbibile o non assorbibile, gli straordinari, le festività, l’eventuale indennità per vitto e alloggio (in caso di conviventi), le trattenute per oneri previdenziali a carico della colf, i giorni di ferie goduti, le malattie, gli infortuni e i periodi di aspettativa. Si deve predisporre il prospetto paga in duplice copia: una copia viene sottoscritta dalla colf e va conservata dal datore di lavoro, la seconda copia è invece destinata al lavoratore.
Come stabilire il compenso giusto? Il settore del lavoro domestico è suddiviso dal Contratto Nazionale in otto tipologie, da «A» a «D super», a seconda del livello di istruzione e del grado di professionalità richiesta, nonché dell’anzianità di servizio presso la stessa famiglia. Il Giornale ha corredato questa guida pratica di alcuni esempi dei costi mensili per i profili più frequenti. Nei casi riportati si tiene conto solamente della retribuzione mensile, dei contributi Inps (solo per la quota parte del datore di lavoro) e delle eventuali indennità di vitto e alloggio. Non sono compresi, invece, i ratei di tredicesima, del Tfr e delle ferie che comunque vengono maturate mensilmente. Ricordiamo, inoltre, che spetta al datore di lavoro l’onere del versamento trimestrale dei contributi previdenziali. L’obbligo previdenziale è tassativo e sorge nel momento stesso in cui ha inizio il rapporto di lavoro. Eventuali accordi tra le parti per evitare di pagare tali contributi, che hanno anche valore di assicurazione infortuni, sono nulli, oltreché pericolosi: un incidente accaduto alla colf nelle nostre case o una denuncia all’Inps, esporrebbero infatti a gravi sanzioni.