Così cala il sipario sul «Carlo Felice»

Sciopero a oltranza al Carlo Felice, salta la «prima» e saltano anche le repliche del «Trovatore». Cala il sipario. Dunque: c’era una volta, a Genova, il Teatro dell’Opera, e ora, forse, non c’è più. E il brutto è che sappiamo benissimo a chi dire grazie.
C’era una volta, mica tanto tempo fa, a Genova, la voglia di condividere una magnifica avventura di crescita e sviluppo dal punto di vista culturale, turistico, sociale, in cui la musica, potendo contare finalmente su un palcoscenico adeguato, si ritagliava un ruolo da protagonista. Ma ora, forse, tutto questo non c’è più. E il brutto è che sappiamo benissimo a chi dire grazie.
C’era una volta, ancora ieri o l’altro ieri, qui, nella città dei veti incrociati, delle ripicche, del «meglio che stai male tu piuttosto che stia bene io», c’era una volta l’opportunità di inserire Genova nel circuito della grande musica, non solo lirica: come diceva Satchmo, (...)