«Così il calcio diventa intoccabile»

D’Onofrio, il perito dell’accusa: «Da oggi nessuno indagherà più nelle infermerie»

Sentenza che lascia la bocca amara a Giuseppe D’Onofrio, uno dei grandi accusatori della Juve: nelle sue perizie aveva parlato anche di assunzione di Epo da parte dei giocatori bianconeri. «Questa sentenza chiude un fronte: con un altro esito altre indagini avrebbero potuto espandersi. Così è chiaro che il calcio è intoccabile e basta». Per i giudici non sussiste l’assunzione di Epo. L’ematologo invece conferma: «Quello che pensavo prima, lo penso anche adesso, anche se possiamo discuterne per mesi. Rispetto la sentenza, va bene così. Ma è certo che da oggi in poi nessuno indagherà su cosa accade nelle infermerie delle squadre di calcio. È assodato che certe cose, durante la settimana, venissero fatte: flebo, creatina, analisi frequenti, tutto ciò è fuori discussione. Evidentemente con quella legislazione non erano perseguibili...».
Attacca ancora il senatore Cortiana dei Verdi, ideale portabandiera degli anti juventini viscerali. «Gli azionisti della Juve dovrebbero essere contenti per l’assoluzione dei loro dirigenti, ma dovrebbero licenziarli per non aver controllato un elemento decisivo in questo sistema industriale sportivo: la qualità della prestazione in relazione alla salute». E, a dimostrazione che il tribunale assolve ma i dubbi sono difficili da cancellare, conclude: «Rispettiamo la sentenza, ma non possiamo non chiederci come mai una società tra le più grandi del mondo, così ben organizzata in tutto, dal marketing al controllo del mercato, non controlla l’aspetto della medicina sportiva e del doping come additivo per serializzare prestazioni di livello».
Gli rispondono gli juventini del Parlamento, stavolta senza distinzione di sponda: da Paniz di Forza Italia a Buglio dei Ds, entrambi componenti dello Juve club Montecitorio. «La giustizia ha fatto bene il suo corso. È il giusto prezzo che ogni cittadino deve pagare alla democrazia. Siamo felici che la verità sia emersa e che nessuno possa più dubitare sui successi ottenuti dalla Juve sul campo: frutto solo della fatica, dell’impegno e delle scelte oculate». In sintesi: gli scudetti sono salvi e senza macchia ed è quello che conta.