Così cambia la scuola In aula non più di tre stranieri su dieci

Roma «Stiamo pensando all’introduzione di un tetto intorno al 30 per cento per la presenza di alunni stranieri nelle classi». Non più di tre bambini stranieri ogni dieci in tutte le classi dunque. Questo l’obbiettivo annunciato dal ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, insieme ad una serie di importanti novità sia per la scuola sia per l’Università ed a notizie decisamente buone per tutti i docenti ancora precari.
Sul limite per gli alunni stranieri la Gelmini ha specificato che «non sarà possibile introdurre il tetto a partire dal prossimo anno ma soltanto dal successivo», ovvero nell’anno scolastico 2010/2011. «Comunque sto chiedendo ai dirigenti uno sforzo per risolvere già dal prossimo anno i casi limite», aggiunge il ministro. Il riferimento è a situazioni come quelle della Carlo Pisacane di Roma dove gli italiani sono una minoranza: su 21 iscritti in prima elementare soltanto tre sono romani, in pratica un tetto al contrario. «Una vicenda che fa riflettere - osserva le Gelmini -. Occorre comunque accompagnare i bambini stranieri nella conoscenza della lingua italiana e della nostra Costituzione».
Poi le buone notizie per i precari: i tagli del personale scenderanno da 42.000 a 18.000. «Abbiamo avuto 31.000 pensionamenti e quindi avremo una drastica riduzione dei tagli previsti in Finanziaria - spiega la Gelmini -. Al massimo saranno 18.000 i supplenti non riconfermati». Inoltre il governo sta pensando ad alcune misure di sostegno. Per i periodi scoperti, quelli durante i quali non sono chiamati a supplenza, verrà elargita una copertura seppure parziale con l’indennità di disoccupazione. Poi avranno la priorità per le supplenze di durata più consistente i precari che nello scorso anno avevano supplenze annuali. L’ingresso dei precari sarà favorito da nuove norme sul pensionamento: per docenti e personale amministrativo sarà possibile andare in pensione dopo 40 anni di anzianità contributiva.
Rivoluzione Gelmini pure all’Università. Già dal prossimo anno accademico i corsi di studio negli atenei si ridurranno del 20 per cento. Con le nuove regole saranno soppresse anche 400 scuole di specializzazione medica. «Utilizzeremo un criterio di flessibilità, intervenendo dove ci sono scuole con un solo studente», precisa il ministro. Con la «cura Brunetta», infine, anche le assenze dei docenti sono calate del 32,45 per cento e i risparmi verranno reinvestiti nel comparto scuola.

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