Così Lo Cascio rilegge Euripide

«La caccia», spettacolo ispirato a una delle più grandi opere di Euripide «Le Baccanti», porta sul palcoscenico del teatro Gustavo Modena, oggi e domani alle 21, Luigi Lo Cascio, che di questo progetto scenico è autore e regista. Da Euripide ecco la caccia che Penteo, re di Tebe, ingaggia contro Dioniso, il dio dei riti bacchici e della sensualità, ma anche la caccia al senso, all’enigma stesso racchiuso in questa tragedia. Lo Cascio rilegge dunque l’autore greco senza tradire l’intreccio e i temi portanti dell’opera, ma lo riattraversa e ne rinnova lo spirito e i molteplici sensi attraverso una partitura scenica che impiega una dinamica varietà di linguaggi espressivi.
In apparenza il suo messaggio è un monito a tutti gli uomini ad adorare sempre gli dei e a non mettersi contro di essi. Ed in effetti tradizionalmente quest'opera era sempre stata considerata un'opera religiosa, ossia la riscoperta della religione da parte di un autore che per tutta la vita era stato sempre considerato un "laico". Ad un'analisi più attenta però la tragedia rivela forti ambiguità che finiscono per rovesciare il messaggio, come ha messo in luce la critica degli ultimi decenni.
«La caccia» coniuga il teatro di parola a cui dà corpo in scena Lo Cascio con un tessuto di contributi per immagini proveniente dal cinema di animazione, dall’utilizzo del suono elettronico e della video arte. Al progetto contribuiscono Lo Cascio per la scrittura drammaturgica, l’interpretazione e la regia, Nicola Console per le scene e i disegni, Alice Mangano per l’art design video, Desideria Rayner per il suoni e il montaggio video, Stefano Mazzanti per il disegno luci.
Se in scena vedremo poi dal vivo solo Lo Cascio, lo spettacolo ha anche un altro protagonista, che apparirà in video, Pietro Rosa, un ragazzo di 13 anni, in una parte a sorpresa che si svelerà solo nel corso dello spettacolo.