Così la Cgil affonda anche le future navi

«I comportamenti assurdi li adottiamo adesso, per quelli pazzeschi ci stiamo attrezzando. A costo di tagliarci gli attributi»: pare questo il motto dei lavoratori Fincantieri devoti alla Fiom e al suo leader Bruno Manganaro-santo subito, nonostante la conferma dell’incontro fra sindacati e governo in programma martedì. Della serie: c’è una compagnia armatrice, la Oceania Cruises, che ordina una nave a Fincantieri, firma un contratto, paga, fa lavorare migliaia di persone fra diretto e indotto, e al momento di ritirare la «merce» - marzo 2012 - si sentirà rispondere: «No, la vostra nave è sequestrata. Noi lavoratori manco l’abbiamo finita, siamo in lite col padrone. Ripassate più tardi, vedremo cosa si può fare. E sempre che ci arrivino altre navi da costruire». L’armatore non capisce, anche perché ha già venduto i biglietti della prima crociera, e si trova costretto a restituire i soldi rischiando pure perderci incolpevolmente la faccia. Allora, sempre lui, l’armatore, Frank Del Rio, uno che non ci sta a farsi menare tanto per il naso, si rilegge il contratto, (...)