Così la dea bendata ha graziato i giallorossi

La Roma ci mette un amen a cancellare i fischi che i tifosi dedicano alla squadra durante il riscaldamento pregara e al successivo ingresso in campo. Un po’ perché la rabbia accumulata per le contestazioni è tanta, un po’ perché il Catania ha ormai poco da chiedere al campionato. Salvi già da alcune domeniche, gli etnei stanno mettendo in mostra gli uomini-mercato e la capacità di giocare senza remore contro qualsiasi avversario. Lo dimostrano anche all'Olimpico, dove vince sì, la Roma (4 a 3), pure se, a onor del vero, bisogna spiegare che i siciliani rischiano di fare un colpaccio senza eguali. La dea bendata si ricorda stavolta che esiste anche la Roma e così la squadra di Spalletti mantiene almeno il punto di vantaggio sul Palermo, immediato inseguitore dei giallorossi nella corsa all’ultimo posto dell’Europa League. Subito in gol con Perrotta (al 15') imbeccato da Vucinic, quelli di Spalletti hanno mostrato in parte il carattere chiesto a gran voce dai tifosi. Neanche due minuti, però, e Tedesco ha ristabilito le distanze per la felicità di Zenga (tecnico poco considerato dalla piazza ma che potrebbe rappresentare il dopo-Spalletti) e l’angoscia del pubblico di fede romanista. Che ha visto la squadra perdersi un po’ prima di esultare per la seconda rete di Vucinic. Strano ma vero, Artur (migliore in campo) si rende protagonista in un paio d’occasioni e preserva il momentaneo vantaggio. Il 2 a 1 si trasforma in 3 a 1 ancora con Perrotta, aiutato da una deviazione nella propria porta del rientrante Terlizzi. Sinfonia simile nella ripresa, al secondo minuto Mascara regala un gioiello e su punizione permette ai suoi di riavvicinarsi alla Roma. Poi il contestatissimo portiere brasiliano si erge ancora a protagonista impedendo in almeno tre occasioni l’aggancio dei siculi; ma nulla può sul contropiedista Morimoto (tre gol fra andata e ritorno ai giallorossi), che al minuto numero 71 fissa il punteggio sul 3 a 3. Finisce qui? Macché, i siculi ci credono fino alla fine e hanno la sola sfortuna di imbattersi nella giornata di grazia del tesserato più contestato (insieme a Loria) della famiglia Sensi. Logica conseguenza, in piena zona recupero, Panucci si trasforma in centravanti e di testa colpisce per la quarta volta gli avversari. A quota 57, la Roma (in silenzio stampa) vede avvicinarsi il traguardo della serie B continentale. Mera consolazione per chi sognava di giocare all’Olimpico pure il 27 maggio.