"Così debelliamo una casta di privilegiati"

Onorevole Mario Valducci, viceresponsabile nazionale Pdl degli enti locali, siete sicuri di quello che state facendo?
«Se si riferisce al progetto di riforma delle autonomie siamo convinti di aver ragione».

Quasi 45mila poltrone da «tagliare» nella pubblica amministrazione.
«Esatto. Per quanto riguarda i Comuni, in quelli con meno di 10mila abitanti scenderemo a 8 consiglieri; in quelli con meno di tremila si arriverà a 6. In città grandi come Napoli e Palermo, invece, si passa dai rispettivi 60 e 50 consiglieri attuali ai 40 indicati dalla proposta di legge. E per formare un giunta basteranno 10 assessori, non più 12 come accade oggi».

Avete inventato i «super-sindaci»?
«Nei borghi al di sotto dei mille abitanti la giunta sarà eliminata del tutto. Poi scatteranno meccanismi di delega ai (pochi) consiglieri».

Poi c’è l’affare quartieri.
«La legge attuale sui consigli di zona o municipi consente paradossi inaccettabili. Di fatto li manteniamo esclusivamente nei centri con più di 250mila abitanti».

Ma servono davvero a qualcosa?
«In metropoli come Milano e Roma, così come sono, rivestono un ruolo praticamente nullo. Perciò non soltanto li riduciamo in numero e consistenza, la loro attività si trasforma da puramente consultiva a pratica e gestionale... ».

Parla al presente, ma quando tutto questo sarà realtà?
«Il nuovo codice deve essere approvato dal Parlamento. Realisticamente, non credo possa avvenire prima di un anno-un anno e mezzo».

La maggioranza ci crede?
«La bozza può essere migliorata, ma di certo il raggiungere l’efficienza è un obiettivo comune a Pdl e Lega. E va di pari passo con la riforma della Costituzione».

E l’opposizione come la pensa?
«La lotta agli sprechi è un tema scottante. Non credo che dall’altra parte siano interessati a ingaggiare una battaglia così impopolare. Staremo a vedere, non si sa mai».

Intanto qualcuno leva già gli scudi...
«Andiamo a toccare lobby potentissime. Come per gli enti intermedi, del resto. Mettiamo “fuori legge” comunità montane, consorzi di bonifica ed enti parco; ridistribuiamo i compiti agli enti locali. Risultato: altri 20mila privilegiati in meno. La competenza resterà delle Regioni, ma almeno i cittadini sapranno chiaramente qual è la posizione del governo sulla sopravvivenza di questi apparati».