Così due clandestini beffarono la Francia

La colpa non fu di Ginola e di qel calcio di punizione sprecato all'ultimo minuto della partita contro la Bulgaria. E nemmeno di Aimè Jacquet, il tecnico che continuava a raccomandare il bel David. Eppure Gerard Houllier, allora commissario tecnico della Francia, aveva accusato entrambi, in modo feroce, in un libro di memorie su quella sconfitta e su quella qualificazione svanita quando ormai i francesi avevano già un piede a New York.
Era il sogno di Usa '94, bastava un pareggio al Parco dei Principi nell’ultima partita del girone di qualificazione contro la Bulgaria di Hristo Stoichkov, ma accadde quello che accadde. Dove sta la notizia? Diciannove anni dopo Ginola e Jacquet vengono scagionati da Zlatko Yankov, ex centrocampista bulgaro presente e testimone del misfatto. Yankov ha confessato che a realizzare il gol decisivo, quello del 2 a 1 all'ultimo secondo di recupero, fu un clandestino, in verità famosissimo, Emil Kostadinov. Il passaporto del centrocampista del Porto, poi passato al Bayerm di Monaco, non era in regola, mancava il visto, così come al documento di Lubo Penev, altro protagonista della serata folle di Parigi, allora bomber del valencia e oggi neo ct della Bulgaria. I due volevano comunque giocare a tutti i costi la partita e così decisero di affidarsi alle strane maniere del portiere Mihaylov e di Georgiev, compatrioti ma emigrati nel Mulhouse, quindi buoni conoscitori di usi e costumi dei luoghi di frontiera.
Fu proprio Georgiev a guidare l'automobile che portò dalla Germania in Francia i due clandestini approfittando di un posto di frontiera molto "tranquillo" e di facile passaggio. La guerra fredda, archiviata dalla caduta del Muro di Berlino, ma non ancora dalla caduta delle frontiere europee, passava insomma dal cinematografo al football, dalla politica alla cronaca nera, dallo spionaggio al gol all'ultimo secondo, un po' di 007 ma anche un 4-4-2, qualcuno cercava l'aria libera, altri l'area di rigore.
Smascherati dunque i colpevoli, non Ginola che tra l'altro ha portato in tribunale già una dozzina di volte Houllier per quel libraccio di accuse, nemmeno Jacquet poi campione del mondo nel '98, nemmeno Laurent Blanc, ultimo baluardo della difesa prima del gol, piuttosto le sconosciute guardie di frontiera francese la cui distrazione servì a far passare due bulgari senza visto e ,in contemporanea, a togliere il visto mondiale alla Francia.