«Così espugnerò Livorno, città rossa di ruggine»

Marco Taradash, questo Pdl che pensa di conquistare persino i feudi rossi non si sarà montato la testa?
«Guardi che Livorno è grigia, ormai. Di rosso c’è solo la ruggine che hanno fatto calare sulla città».
Come vuole, intanto da 63 anni qui governa la sinistra.
«E infatti io, da livornese doc che ha girato un po’ il mondo, agli elettori dico: lasciate il cuore a sinistra, ma votate chi è in grado di governare la città».
Del resto già arrivare al ballottaggio sarebbe un ottimo risultato.
«Il ballottaggio non mi basta. Io voglio vincere, o non giocherei questa partita».
La sua fortuna è che la sinistra è spaccata su quattro candidati: il sindaco uscente del Pd Alessandro Cosimi, il suo predecessore Gianfranco Lamberti, lui pure Pd, Marco Cannito della Sinistra Critica e Tiziana Bartimmo con Prc e Pdci.
«E questo la dice lunga sulla gestione del potere di questa città fuori dal mondo. Qui il potere del vecchio Pci è passato indenne attraverso tutte le trasformazioni culturali, sociali, politiche»
Appunto, c’è un voto ideologico.
«Io dico che non è più così. Anche il dogma si spezza di fronte ai fatti».
E quali sono i fatti?
«La giunta comunale ha comprato e gestisce una farmacia a Cuba. Intanto qui tutte le società partecipate sono in perdita, persino le farmacie sono in perdita qui. Guardi solo alla storia dei coccodrilli...».
Coccodrilli?
«Volevano comprare un allevamento a Santo Domingo per importarne la carne!».
Che c’entra?
«Qui non c’è più ideologia. Questo non è l’ultimo baluardo del comunismo, ma la gestione del potere da parte di un comitato d’affari fatto di compagnia dei portuali, cooperative rosse e giunta comunale. Qui vale la pratica del nepotismo, del clientelismo, e intanto la città è immobile».
È con questo repertorio che spera di convincere i livornesi?
«Ma lei lo sa chi è Roberto Piccinni?»
Il presidente dell’Autorità portuale di Livorno.
«Ecco. Suo padre, Italo, ex Console della compagnia portuale, è presidente delle imprese nate dalla privatizzazione, che gestiscono il 90 per cento delle banchine. Il sindaco Cosimi è l’ex marito della sorella di Roberto».
Intanto la città mal vi sopporta, l’altro giorno i vostri banchetti sono stati presi d’assalto dall’area antagonista.
«Il clima ci è favorevole, invece. Poi ci sono alcune minoranze estremiste, da sempre coccolate dal Comune, che ci insultano, ci strappano le bandiere.. Non ci sopportano perché rischiamo di vincere».
Anche Teodoro Buontempo de La Destra è stato contestato.
«Squadrismo antifascista. Di solito vanno allo stadio, in campagna elettorale preferiscono i comizi».
È vero che lei, con il ministro Altero Matteoli, ha stretto un patto con Lamberti per battere Cosimi?
«Io combatto Lamberti per i 12 anni da sindaco in cui ha messo in mano la città alle cooperative rosse. Lamberti combatte il suo successore Cosimi perché non ha portato a termine le opere che lui aveva cominciato, e che io giudico sbagliate».
Un domino. E l’Udc con chi sta?
«La segretaria provinciale Costanza Vaccaro voleva l’accordo con me, il partito le ha detto di no e allora è passata al Pdl: ora è la nostra candidata in Provincia. I resti dell’Udc corrono da soli».
Cosa dicono i sondaggi?
«Li ha fatti il Pd. Danno Cosimi al 43-45, me al 32-34, Lamberti all’8».
Buon ballottaggio, allora?
«Se ci vado con Cosimi cercherò i voti di Lamberti, e viceversa».