«Così facciamo squadra con il territorio» Il presidente della casa da gioco fa il punto su Ca’ Vendramin Calergi: «Fronteggiamo la crisi economica migliorando i servizi e l’offerta d’intrattenimento, con l’introduzione di giochi sempre nuovi. Aum

Tre anni per rinsaldare il legame con il territorio e fare sistema con le realtà locali più rappresentative per il turismo, l’arte e la cultura. Cambiare immagine per il Casinò di Venezia non è stato un gioco, e men che meno un azzardo. La metamorfosi ha puntato non solo sulle sponsorizzazioni legate alle squadre lagunari di rugby, pallacanestro, scherma e ciclismo, nel quadro di una riuscita operazione simpatia, ma anche e soprattutto sulle partnership in occasione degli eventi di maggiore richiamo, dalla Mostra del Cinema alla Biennale, dalla Festa del Redentore al Carnevale.
«E poi - dice il presidente della casa da gioco, Mauro Pizzigati, avvocato e docente di diritto fallimentare a Ca’ Foscari - su ripetuti stimoli alla vita culturale, con un salotto che propone un ricco calendario di appuntamenti, tra convegni, presentazioni di libri e mostre d’arte, in aggiunta a numerose altre iniziative volte ad affermare il brand e amplificarne la notorietà».
Come il restauro della pellicola «Ladri di biciclette», di Vittorio De Sica...
«Si è trattato di un’operazione d’indiscutibile valore culturale, che ha sortito ottimi frutti in termini di promozione. E il mondo intero ha parlato di noi anche in occasione del concerto del maestro Ennio Morricone, e così immaginiamo che avverrà pure per l’esibizione di Andrea Bocelli, in programma a luglio in piazza San Marco e organizzata d’intesa con l’amministrazione comunale».
Da cassaforte per il Comune a copromoter?
«L’una e l’altro: da un lato ci sono i circa 107 milioni di euro che il Casinò versa annualmente nelle casse comunali: servono per sostenere, in particolare, le politiche sociali e i servizi per la comunità; dall’altro c’è il sostegno per migliorare i grandi appuntamenti della tradizione veneziana attesi da milioni di turisti. È stata costituita, al riguardo, la società Venezia Marketing & Eventi controllata dal Casinò, col compito di organizzare Capodanno, Carnevale, Festa del Redentore, Regata Storica e Sposalizio del Mare».
Quali ricadute da queste sponsorship?
«Sono iniziative in cui facciamo squadra con le diverse realtà del territorio, a vantaggio dell’immagine di marchio e dell’integrazione nel tessuto storico e socioculturale della città. Possiamo fare leva sulle convenzioni con il teatro “La Fenice”, i Musei Civici veneziani, Palazzo Grassi, l’Ateneo veneto, e collaboriamo a iniziative comuni, tra gli altri, anche con la Fondazione Cini e la Fondazione Venezia».
C’è un’iniziativa che più di altre ha contribuito a mutare la percezione del Casinò di Venezia?
«La campagna contro la dipendenza dal gioco. Che deve essere un divertimento e dunque va dominato. Il nostro personale è formato anche per riconoscere i giocatori patologici, che possiamo mettere in contatto con il servizio SerT della Usl, con il quale abbiamo stipulato una convenzione dal costo di 180mila euro».
La notorietà internazionale del Casinò è a buon livello?
«Dalle nostre indagini risulta che tra i 18-20 milioni di turisti in visita ogni anno a Venezia, chi ci conosce è ancora una minoranza. Basterebbe che il 5% varcasse la soglia del Casinò, giocando ciascuno un centinaio di euro durante il soggiorno in città, per aumentare il giro d’affari (oltre 200 milioni annui) del 50 per cento».
Conta anche ospitare nella sede di Ca’ Vendramin Calergi il Museo dedicato al compositore Richard Wagner?
«È un’ulteriore attrattiva per il Casinò. Nessuna casa da gioco può coniugare in modo altrettanto ampio e profondo l’anima ludica con le valenze culturali. Né alcun’altra si giova di una residenza storica nobiliare, un palazzo cinquecentesco in riva al Canal Grande, esempio mirabile di architettura a cavallo tra il gotico e il rinascimentale. Qui Wagner si spense nel 1883; le stanze sono aperte al pubblico».
Quanto impatta la crisi sul business del Casinò?
«Negli ultimi mesi abbiamo accusato un calo degli incassi di circa il 9-10%. Fronteggiamo la crisi migliorando i servizi e l’offerta di intrattenimento, con l’introduzione di giochi sempre nuovi. E poi, inserendo le visite al Casinò in un numero crescente di tour organizzati in città».
Quali giochi vanno per la maggiore?
«Tra i giochi da tavolo il Texas Hold’em Poker e il Punto Banco. Ma vanno forte soprattutto i giochi elettronici: abbiamo potenziato il parco slot machine per un totale di 771 postazioni nelle due sedi di Ca’ Vendramin Calergi e Ca’ Noghera. Abbiamo addirittura delle slot espressamente dedicate al pubblico cinese».
L’on line è il futuro del Casinò?
«Di certo si va verso il suo potenziamento, facendo attenzione alla sicurezza e con l’auspicio di una normativa per cui lo possano esercitare le sole case da gioco autorizzate (gestite dai Comuni di Venezia, Campione d’Italia, Sanremo e dalla Regione Val d’Aosta), evitando così ogni possibile abuso».