Così fan tutte, l’eros svelato dalle note di Mozart

Con questo spettacolo Strehler inaugurò un nuovo modo di portare in scena l’opera lirica

Ultimo appuntamento al Teatro Strehler, per quel grande maestro che fu Giorgio Strehler: parliamo di Così fan tutte, lo spettacolo con cui il regista concluse la trilogia Mozart-Da Ponte, dopo Le nozze di Figaro e Don Giovanni. Da ieri fino al 22 dicembre, torna in scena nel teatro che il maestro inaugurò dieci anni fa, nel gennaio ’98.
Così fan tutte viene proposto nel decennale della scomparsa di Strehler in un nuovo allestimento che unisce gli sforzi artistici e produttivi del Piccolo Teatro di Milano e dell’Accademia Teatro alla Scala.
«In Così fan tutte c’è tanto sorriso - dolce, farsesco - ma c’è anche, alla fine, pietà per noi povere marionette che recitiamo con relativa sincerità l’amore... La coppia è un fatto provvisorio, può sempre rompersi e rovesciarsi. Le passioni non sono mai definitive, ma momentanee. L’eros è sempre al di là delle convenienze. Questo gioco che è proprio della vita umana, Mozart l’ha colto in una luce crudele, ridicola e pietosa al tempo stesso. “Che povere e ridicole cose siamo noi umani quando amiamo”». Così Giorgio Strehler parlava del «suo» Così fan tutte, lo spettacolo con cui inaugurò un nuovo modo di portare in scena l’opera lirica: recite ogni giorno, con tre «prime compagnie», tre cast di analogo livello artistico che, alternandosi in scena, garantissero una programmazione simile a quella di un teatro di prosa; cantanti che fossero anche bravi attori; uno spettacolo per tutti, per i giovani come per il pubblico dei melomani.
Record di pubblico, anche questo spettacolo ha percorso il globo, riscuotendo grandissimo successo in Giappone, Egitto, Spagna, Germania, Cina, Russia e Grecia, per citare solo alcune delle nazioni che ha attraversato. Oggi Così fan tutte torna in scena, a riprova di un’intuizione artistica straordinaria, dettata dalla profonda «affinità elettiva» che legava Strehler a Mozart. «L’idea di Mozart, quale tramite fulmineo tra il quotidiano e l’infinito, era al centro delle ostinazioni registiche di Strehler - spiega il critico musicale Lorenzo Arruga - Mozart per lui era più semplice e totale d’ogni nostra realtà, anzi, era più misterioso e complesso, ma più immediato e insieme più vitale e convincente».
Una grande prova di teatro musicale con cui il maestro ha compiuto il proprio itinerario mozartiano e ha regalato al pubblico uno spettacolo indimenticabile.