«Così farò la rivoluzione a Milano»

Onorevole Vittorio Sgarbi, la prima uscita da assessore a Milano e s’è già scatenato l’inferno.
«E rispetto al mio potenziale di fuoco non è ancora capitato niente. Era solo la prima uscita».
Cominciamo bene.
«Si è scritto tanto su una battuta o andando a ripescare nel mio passato».
Certo l’idea che lei sarà il Gheddafi di Milano...
«La Stampa l’ha sbattuta in prima pagina. Ma è stata solo una battuta. Almeno per ora. So che qualcuno ora mi attaccherà su Repubblica. Poi sugli altri giornali. Ci sono abituato».
Certo lei come al solito non ha fatto niente per evitare il botto.
«Solo parole prive di significato politico e metodologico».
Vuol dire qualcosa con significato politico e metodologico?
«Se si guardano i fatti, dico che nel quinquennio Albertini-Carrubba-Zecchi la mostra più visitata è stata quella su Caravaggio da me curata a Palazzo Reale».
Il suo biglietto da visita?
«Oltre 320mila biglietti. Spendendo un quinto di quanto hanno speso a Brescia per van Gogh».(...)