«Così Felipe è caduto in trappola»

Hamilton: «Ho ritardato la frenata, lui ha sbagliato... Due Ferrari dietro, la gara più difficile della mia vita»

nostro inviato a Sepang

Ivan Capelli, ex pilota di F1, soprattutto ex ferrarista, non ha dubbi: «Hamilton stupisce tutti, soprattutto i suoi colleghi in pista, perché loro sono tutti lì che aspettano la telefonata del box per tornare e far benzina e cambiar le gomme, “così, poi, magari, grazie al pit-stop superiamo qualcuno” pensano. Mentre Lewis, i sorpassi li fa per davvero. Ha imparato in Gp2, dove chi vince la prima manche poi, nella seconda, deve partire indietro. La verità è che Lewis è un pilota vecchia maniera: un grande staccatore. Non solo: memorizza subito l’avversario, sa fin dove spingersi: con Massa ha capito che il messaggio da mandargli al via, quando l’ha affiancato, era “io non ho nulla da perdere in questo mondiale, tu sì...”. E il messaggio è arrivato e lui si è infilato».
Lewis, seconda gara della vita, secondo podio di fila, secondo posto.
«Diavolo, è stata la gara più difficile di tutta la mia carriera. Due Ferrari davanti. Poi superarle. Poi tenerle dietro: erano più veloci e leggere».
Come ha fatto?
«Negli specchietti ho visto che Massa aveva tentato un paio di movimenti di disturbo, poi ci ha provato due volte, sempre alla curva quattro. Sono stato fortunato, gli ho teso un trabocchetto, ritardando la frenata e inducendolo così a frenare all’improvviso... Così, prima gli sono passato davanti, poi ho resistito ai suoi due attacchi, e nel secondo ha sbagliato. Però lì ho esagerato, e mi scuso» (scuse accettate: «La gara è gara» dirà infatti Massa).
E con Raikkonen?
«Voi non potete capire che cosa voglia dire tenersi dietro uno come Kimi così a lungo mentre fa di tutto per rimontare, mentre il caldo diventa insopportabile, mentre l’acqua nella borraccia finisce. Però non ho sbagliato niente e sono di nuovo a podio, secondo posto, incredibile».
E adesso?
«Adesso sono felice per la grande battaglia vinta contro le due Ferrari e me ne sto qui, seduto di fianco ai due miglior piloti del mondo» (Alonso e Raikkonen, il ragazzino ha già stilato le sue gerarchie, ndr).
E poi?
«E poi ho un anno di tempo, quando tornerò qui sarò pronto per vincere io».
Sincero: è stato più difficile tenere dietro il suo compagno Alonso in Australia o Raikkonen qui?
«Più qui: Fernando non mi ha mai soffiato sul collo come hanno fatto prima Felipe e poi Kimi». Seconda gara, secondo podio, secondo posto: alzi la mano chi pensa che questo non è un fenomeno.