Così festeggia la capitale

Dal 23 al 27 giugno cento ombrelli da spiaggia a righe bianche e blu «voleranno», a Berlino nel quartiere di Friedrichshain, oltre l’East Side Gallery, il tratto di Muro di 1.300 metri consacrato alla storia e dipinto da artisti di tutto il mondo. Gli ombrelli usciranno dal busto di una grande statua di marinaio collocata al centro della piazza che interrompe la linea del Muro, ai margini della Sprea, il fiume della città. A creare l’originale installazione, dal titolo Berlino oltre il Muro. Gli ombrelli della libertà, è stato il pittore, grafico e scultore Giampaolo Talani, autore del celebre affresco Partenze nella Stazione di Firenze. A lui le autorità berlinesi hanno affidato l’apertura delle manifestazioni per i vent’anni della caduta del Muro, innalzato dall’agosto 1961 e abbattuto il 9 novembre 1989, dopo diverse ricostruzioni. Un grande riconoscimento a un artista italiano che, nato «sul mare» di San Vincenzo (Livorno), formatosi in Toscana studiando e ripristinando antiche tecniche come l’affresco o la cera persa, si è distinto a livello internazionale con i suoi messaggi di libertà rappresentati simbolicamente dal mare, da marinai, rose al vento, figure leggere e volanti come ombre nel cielo.
Talani, che cosa rappresentano gli ombrelloni?
«Sono i nostri pensieri, che volano via insieme alla nostra anima e vanno chissà dove in balía del vento della vita. Li ho visti portare via dal libeccio quando, da piccolo, aiutavo mio padre, bagnino, sulla spiaggia di San Vincenzo. Se ne andavano lontani, liberi».
Nel marzo 2008 lei riempì di ombrelli Piazza Signoria a Firenze tra la curiosità della gente...
«Sì, ho voluto portare il mare a Firenze, non solo con la mostra “Rosa dei Venti” e tutti i miei temi marini, ma anche con gli ombrelloni, testimoni muti della precarietà umana. Tra uomini e ombrelloni non c’è poi tanta differenza, tutti hanno uno scheletro, tutti possono essere travolti da un vento simbolico o reale».
In che modo l’hanno contattata le autorità berlinesi?
«Dopo aver visto gli ombrelloni in Piazza della Signoria a Firenze, mi hanno cercato attraverso un connazionale e mi hanno chiesto di organizzare qualcosa di simile per celebrare la caduta del Muro. Con i miei collaboratori ho studiato un progetto che facesse volare gli ombrelloni al di là di quel pezzo di Muro, quel Berliner Mauer, simbolo adesso di libertà, per i berlinesi, sacro come una reliquia».
Quale percorso faranno gli ombrelli?
«Partiranno dalla piazza che divide i pezzi di Muro, dove ho installato una mia nuova scultura, un mezzo busto di marinaio in resina, di tre metri e mezzo, con la sua barchetta sotto il braccio, metafora di libertà pure lui. Il marinaio va, viene, gira il mondo. I berlinesi hanno voluto anche la statua, come a Firenze. Dalla statua-madre, grazie a un marchingegno, gli ombrelli voleranno attraverso il Muro congiungendo quei luoghi prima divisi. Luoghi in cui si è manifestata quella debolezza umana che, riconosciuta, ci fa capire quanto abbiamo bisogno gli uni degli altri. I muri, tutti i muri, sono barriere che tolgono la libertà...».
Il messaggio?
«Di pace, collaborazione, unione, integrazione fra i popoli. Non solo a parole, ma nei fatti, lavorando insieme. Italia e Germania, a esempio, saranno accostate anche nel titolo della manifestazione, metà in tedesco e metà in italiano».
La statua del marinaio è stata creata per l’occasione?
«In un certo senso, sì. È un mezzobusto in resina tratto da una grande statua alta sette metri che sto costruendo per il nuovo porto di San Vincenzo. Un marinaio, che sarà fuso in bronzo con la tecnica della cera persa, un mozzo, capelli al vento, i piedi in una bacinella d’acqua con dei pesci».
Queste sue figure, dipinte o scolpite, in che modo sono in rapporto con l’uomo di oggi?
«Sono immagini ideali di un tipo d’uomo che sappia ancora stupirsi di fronte alle cose, come fanno i bambini. Un uomo non appiattito ma conscio, affascinato dalla vita e dalla natura».
Un uomo in cui si nasconde Talani?
«Quel marinaio sono io, ma anche tutti gli altri».
L’uomo di oggi è libero?
«Sì, ma purtroppo non lo sa, non se ne accorge, perché è stupido, fragile, contraddittorio».
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