Così la Filarmonica Romana allarga l’offerta

Per una volta di sabato, e non nel tradizionale giovedì, il 6 ottobre prende il via, al teatro Olimpico, la stagione dell’Accademia Filarmonica Romana, con Georges Prêtre sul podio dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai (Debussy, Bizet, e Beethoven - la Settima). Voglia di cambiamento, e non solo voglia, all’Accademia Filarmonica Romana, ma necessità - così almeno si dice - di coprire il deficit di bilancio degli anni passati senza ricorrere ad aiutini statali. L’Accademia ha un nuovo presidente, Paolo Baratta, già vicepresidente; e un nuovo direttore artistico, Marcello Panni, più volte in passato nel medesimo incarico. Il programma, invece, presenta la «continuità» nella «promiscuità» di sempre. Occorre risparmiare, ma il profilo assai variegato della programmazione della Filarmonica resta intatto; solo qualche novità nella speranza che riesca ad attrarre nuovo pubblico. Ancora musica sinfonica con l’Orchestra Giovanile Italiana diretta da Gabriele Ferro, il 18 ottobre; musica da camera andando a ripescare orchestre di organico ridotto e dal nome un tempo glorioso (Academy of St. Martin, Solisti Veneti); attenzione alla musica contemporanea, in collaborazione con l’ambasciata di Francia che, in maggio, organizza un suo festival (Ensemble Intercontemporain, 8 maggio, Sala Sinopoli), ma senza Boulez, in passato assiduo al teatro Olimpico; e poi la musica barocca, negli ultimi anni onorata dalla presenza di Alessandrini e del suo Concerto Italiano come «ensemble residente». Quest’anno un solo concerto, il 24 gennaio, nel cui programma spicca una messa «romana», detta «di sant’Emidio», di Pergolesi. In compenso, arriverà da Napoli, il 21 febbraio, «La Pietà dei Turchini» con Florio sul podio, in un programma assai curioso, intitolato: «Angeli e Demoni: Arie, Intermezzi e Duetti del Settecento napoletano». Naturalmente ci sono poi tanti solisti, da Ciccolini a Lonquich a Maisky, ai più giovani Bahrami, Bacchetti. Sempre presente il capitolo «danza», nel quale una parte discende dalla collaborazione con il Festival Romaeuropa («La la la Human Steps», Akram Khan e Sidi Larbi Cerkaoui) a novembre; e il ritorno dei Momix in marzo. La vera novità si riscontra in un settore che vede ben tre spettacoli costruiti sulla musica popolare italiana e straniera. Si comincia dal tango affidato a Bakalov a capo della Roma Sinfonietta, il 10 gennaio; a marzo una riedizione di «Semo o nun semo...», spettacolo sulla canzone romana, ideato e strumentato da Nicola Piovani, con la partecipazione di Tosca, Pino Ingrosso, e Massimo Wertmuller; infine, a conclusione di stagione, il 22 maggio, Roberto De Simone porta a Roma il suo «Era di maggio...», spettacolo di canzoni napoletane su testi di Salvatore Di Giacomo. Solite agevolazioni per i giovani (fino a 28 anni) nell’acquisto di abbonamenti anche parziali e singoli concerti. Info: 320.17.52